Francesco a L’Aquila il 28 agosto

Incontrerà i familiari delle vittime del sisma e aprirà la Porta Santa della basilica di Collemaggio, presiedendo poi la Messa. L’arcivescovo Petrocchi: «Gesto di predilezione per la nostra Chiesa»

All’indomani del Concistoro per la creazione di 22 nuovi cardinali, Papa Francesco sarà in visita pastorale a L’Aquila, il prossimo 28 agosto, in occasione della celebrazione della Perdonanza Celestiniana. La notizia è arrivata sabato 4 giugno dalla Sala stampa della Santa Sede, che ha reso noto anche il programma della giornata.

Il pontefice partirà in elicottero dall’eliporto del Vaticano alle 8, per arrivare allo Stadio Gran Sasso dell’Aquila alle 8.25. Quindi il trasferimento in auto a piazza Duomo, dove sarà accolto dal cardinale arcivescovo Giuseppe Petrocchi, dal presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, dal prefetto Cinzia Teresa Torraco e dal sindaco Pierluigi Biondi. Accompagnato da Petrocchi, il Papa entrerà in duomo per una visita privata. Alle 9.15, sul sagrato del duomo, rivolgerà un saluto ai familiari delle vittime del sisma, alle autorità e ai cittadini presenti in piazza. Al termine, è in programma il trasferimento in auto alla basilica di Santa Maria in Collemaggio dove, sul piazzale, Francesco celebra alle 10 la Messa con il rito dell’apertura della Porta Santa. Quindi il congedo dalle autorità, il ritorno in auto allo Stadio Gran Sasso e il ritorno in elicottero in Vaticano, con l’arrivo previsto per le 13.15.

Annunciando a sua volta la visita del pontefice, in un comunicato, il cardinale Petrocchi la definisce una scelta che «rappresenta un gesto di predilezione verso la nostra Chiesa e la nostra città, ancora più prezioso se si tiene conto dei suoi pressanti impegni pastorali e di alcuni dolorosi problemi di salute. Dopo la Istituzione della Perdonanza, decretata da Celestino V, Papa Francesco – aggiunge – è il primo pontefice che, dopo 728 anni, apre la Porta Santa. L’attesa fedele e tenace degli Aquilani, che si è prolungata nei secoli, approda felicemente al suo compimento».

Il presule chiarisce che «la Porta Santa della Perdonanza verrà aperta non solo ai pellegrini che accorreranno numerosi, ma sarà spalancata sul mondo intero. Speriamo che tutti i popoli, specie quelli lacerati da conflitti e da divisioni interne, possano varcarla, idealmente, e ritrovare le vie della solidarietà e pace. La spiritualità e la cultura della Perdonanza – sottolinea ancora l’arcivescovo – incontrano pienamente i valori della Misericordia intensamente promossi da Papa Francesco nel suo ministero universale: il suo pensiero teologico come la sua sensibilità, sacerdotale e umana, sono centrati sull’amore del Padre che, in Cristo crocifisso e risorto, va incontro ai peccatori e accoglie coloro che soffrono, per riscattarli e offrire una vita nuova, che li rende davvero figli di Dio e fratelli tra di loro».

Da ultimo, Petrocchi esprime l’auspicio di una sinergia tra comunità ecclesiale e civile, con le istituzioni pubbliche e gli organismi sociali, per «preparare al meglio questo incontro straordinario, abitato dalla grazia, che sigillerà per sempre, con un timbro indelebile, la storia della nostra terra», e l’impegno a «vivere una preghiera continua e corale, affidandoci a Maria». Infine, «a nome della nostra gente, crocifissa da tre sismi devastanti e dalla calamità pandemica», il grazie, «a cuore pieno», a Papa Francesco, che «ancora una volta testimonia, nei nostri confronti, la compassione e la tenerezza di un Papa-Papà!».

6 giugno 2022