Francesco abolisce il segreto pontificio nei casi di abusi su minori

Nel giorno del compleanno, la nuova istruzione "Sulla riservatezza delle cause". L'obiettivo: trasparenza. Più facile la collaborazione con le autorità civili

Papa Francesco abolisce il “segreto pontificio” sui casi di abusi sessuali commessi da chierici sui minori, stabilendo che il reato di pedopornografia sussiste fino a quando i soggetti hanno 18 anni e non più 14, com’era finora. Sono le novità principali contenute nel rescritto pubblicato oggi, 17 dicembre, con cui si introducono alcune modifiche alle “Normae de gravioribus delictis”, che fanno riferimento al Motu Proprio “Sacramentorum Sancitatis tutela” emanato da Giovanni Paolo II il 30 aprile 2001. Rescritto con si promulga l’Istruzione “Sulla riservatezza delle cause”, che entra in vigore immediatamente, dopo la pubblicazione su L’Osservatore Romano.

D’ora in poi, stabilisce il Santo Padre, «non sono coperti dal segreto pontificio le denunce, i processi e le decisioni» riguardanti i «delitti» in materia di abusi sui minori, che  – come si legge nell’articolo 1 del Motu proprio “Vos estis lux mundi”, emanato dal Papa il 7 maggio 2019 – consistono «nel costringere qualcuno, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, a compiere o subire atti sessuali; nel compiere atti sessuali con un minore o con una persona vulnerabile; nella produzione, nell’esibizione, nella detenzione o nella distribuzione, anche per via telematica, di materiale pedopornografico, nonché nel reclutamento o nell’induzione di un minore o di una persona vulnerabile a partecipare ad esibizioni pornografiche». Sono punibili, inoltre, stabilisce il Motu Proprio del maggio scorso, anche le «azioni od omissioni dirette a interferire o ad eludere le indagini civili o le indagini canoniche, amministrative o penali, nei confronti di un chierico o di un religioso».

Per quanto riguarda le cause e i processi, l’Istruzione – diffusa oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede ma firmata dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin il 6 dicembre scorso – dispone che «le informazioni sono trattate in modo da garantirne la sicurezza, l’integrità e la riservatezza, al fine di tutelare la buona fama, l’immagine e la sfera privata di tutte le persone coinvolte». «Il segreto d’ufficio – si precisa però nel rescritto – non osta all’adempimento degli obblighi stabiliti in ogni luogo dalle leggi statali, compresi gli eventuali obblighi di segnalazione, nonché all’esecuzione delle richieste esecutive delle autorità giudiziarie civili». Inoltre, «a chi effettua la segnalazione, alla persona che afferma di essere stata offesa e ai testimoni non può essere imposto alcun vincolo di silenzio riguardo ai fatti di causa». Se da un lato, dunque, si modifica l’ordinamento giuridico canonico, dall’altro diventa più facile la collaborazione con le autorità civili, qualora una legge dello Stato preveda l’obbligo di denuncia da parte di chi sia a conoscenza dei fatti.

Altra modifica di rilievo rispetto a quanto previsto finora è l’abolizione della norma secondo cui il ruolo di avvocato e procuratore, nelle cause per abusi in sede di Tribunali diocesani e Dottrina della fede, doveva essere adempiuto da un sacerdote. Ora viene consentito anche a un laico di svolgere tali funzioni: «Funge da avvocato e procuratore – si legge nel testo – un fedele, provvisto di dottorato in diritto canonico, che viene approvato dal Presidente del collegio». Nel rescritto del 2010, invece, tale funzione era appannaggio esclusivamente di un sacerdote. L’ultima modifica introdotta dal rescritto di Papa Francesco – diffuso oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede, ma firmato dal cardinale Parolin e dal cardinale Luis Francisco Ladaria, prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, il 3 dicembre scorso – riguarda la disposizione per cui «negli altri tribunali, per le cause di cui nelle presenti norme, possono adempiere validamente gli uffici del Giudice, Promotore di Giustizia e Notaio soltanto sacerdoti». Rispetto al rescritto del 2010, viene tolto ai sacerdoti il ruolo di Patrono.

17 dicembre 2019