Francesco: compito dei genitori, «custodire l’identità cristiana dei figli»

Nella Cappella Sistina la Messa con il conferimento del battesimo a 16 neonati. «L’impegno di tutti i giorni: farli crescere con la luce che oggi ricevono»

Il compito dei genitori «durante la vita» è «custodire l’identità cristiana dei figli». Lo ha detto Papa Francesco nella breve omelia pronunciata a braccio domenica 9 gennaio nella Cappella Sistina, in occasione del conferimento del battesimo a 16 neonati, figli di dipendenti vaticani. Il rito, come di consueto, è stato celebrato dal pontefice nella domenica in cui la Chiesa commemora il Battesimo di Gesù, evento con cui inizia la vita pubblica del Salvatore. Insieme al Papa, che ha battezzato 7 maschietti e 9 femminucce, hanno concelebrato il cardinale Krajewski, elemosiniere apostolico, e l’arcivescovo Vergez, presidente del Governatorato della Città del Vaticano.

«C’è un inno liturgico molto bello – ha detto il Papa – che dice che il popolo di Israele andava al Giordano “con i piedi scalzi e l’anima scalza”, cioè un’anima che voleva essere bagnata da Dio, che non aveva nessuna ricchezza, che aveva bisogno di Dio. Questi bambini oggi vengono qui anch’essi con “l’anima scalza” a ricevere la giustificazione di Dio, la forza di Gesù, la forza di andare avanti nella vita. Vengono a ricevere l’identità cristiana. È questo, semplicemente. I vostri figli riceveranno oggi l’identità cristiana. E voi, genitori e padrini, dovete custodire questa identità. Questo è il vostro compito durante la vostra vita: custodire l’identità cristiana dei vostri figli. È un impegno di tutti i giorni: farli crescere con la luce che oggi riceveranno. Questo soltanto volevo dirvi, questo è il messaggio di oggi: custodire l’identità cristiana che voi avete portato oggi per farla ricevere ai vostri figli.”.

Il Papa non ha aggiunto molto altro, ripetendo quanto dice di solito in questa occasione: allattare i bambini se hanno fame, farli sentire a loro agio «in modo che non abbiano troppo caldo» e lasciarli piangere tranquillamente. «Se gridano, lasciateli gridare, perché loro hanno uno spirito di comunità, diciamo uno “spirito di banda”, uno spirito d’insieme, e basta che uno incominci –  perché tutti sono musicali – e subito viene l’orchestra! Lasciateli piangere tranquilli, che si sentano liberi».

All’Angelus, poi, Francesco ha ricordato la cerimonia presieduta poco prima e ha parlato del battesimo riprendendo alcuni concetti già espressi nella Cappella Sistina. Quindi ha preso spunto dalla preghiera di Gesù per invitare tutti a chiedersi «come va la mia preghiera? Prego per abitudine, prego controvoglia, solo recitando delle formule, o la mia preghiera è l’incontro con Dio? Io peccatore, sempre nel popolo di Dio, mai isolato? Coltivo l’intimità con Dio, dialogo con Lui, ascolto la sua Parola? Tra tante cose che facciamo nella giornata, non trascuriamo la preghiera» perché «la preghiera apre il cielo». E come aveva già fatto altre volte, ha spronato i fedeli a «ricordare la data del battesimo, perché è la nostra rinascita, il momento nel quale siamo diventati figli di Dio con Gesù».

10 gennaio 2022