Francesco: curare le persone, più importanti dell’economia

Nella solennità di Pentecoste il primo Regina Coeli dalla finestra del suo studio con i fedeli. Gratitudine al personale sanitario

«Oggi che la piazza è aperta, possiamo tornare. È un piacere». Un lungo applauso ha accolto alle 12 di ieri, 31 maggio, Papa Francesco, che dopo oltre due mesi è tornato ad affacciarsi alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per la recita del Regina Coeli con i fedeli presenti in Piazza San Pietro. L’ultima volta che Bergoglio aveva pregato con i pellegrini radunati sotto al suo studio privato risale a domenica 1° marzo. Dalla settimana successiva, l’8 marzo, a causa del lockdown la preghiera dell’Angelus è stata sempre trasmessa in tv con il Papa “ingabbiato” nella biblioteca del Palazzo Apostolioa, come affermò lo stesso Francesco.

In piazza San Pietro l’ingresso è stato contingentato dalle forze dell’ordine, che hanno anche assicurato la distanza fisica tra i fedeli. «Le persone sono più importanti dell’economia», ha detto il vescovo di Roma lanciando un appello affinché «non manchi a nessuno l’assistenza sanitaria». Al termine della recita del Regina Coeli, ha chiesto preghiere per l’Amazzonia – a sette mesi dalla chiusura del Sinodo Amazzonico -, «duramente provata dalla pandemia. Tanti sono i contagiati e i defunti – ha detto -, anche tra i popoli indigeni, particolarmente vulnerabili. Per intercessione di Maria, Madre dell’Amazzonia, prego per i più poveri e i più indifesi di quella cara Regione, ma anche per quelli di tutto il mondo». Ha quindi rimarcato che è necessario «curare le persone, non risparmiare per l’economia. Noi persone siamo tempio dello Spirito Santo, l’economia no».

Ricordando che ieri si celebrava in Italia la Giornata Nazionale del Sollievo, ha ringraziato ancora una volta tutti coloro che durante l’emergenza sanitaria «hanno offerto e offrono la loro testimonianza di cura per il prossimo» e ricordato con particolare «gratitudine e ammirazione» il personale sanitario e i volontari che «hanno donato la propria vita in questo periodo».

Nella solennità di Pentecoste, Papa Francesco ha sottolineato come la Chiesa e gli uomini necessitano «della luce e della forza dello Spirito Santo». La prima «per camminare concorde e coraggiosa testimoniando il Vangelo», gli uomini «per uscire da questa crisi più uniti e non più divisi. Da una crisi come questa non si esce uguali, come prima – ha concluso -, si esce o migliori o peggiori. Che abbiamo il coraggio di cambiare, di essere migliori, di essere migliori di prima e poter costruire positivamente la post-crisi della pandemia». Salutando i pellegrini ha dato appuntamento «in piazza» per domenica prossima.

1 giugno 2020