Francesco “delocalizza” parte dell’Archivio e della Biblioteca vaticana

La sede scelta è il Seminario Maggiore. Disposta anche la costituzione di una Commissione per determinare le categorie di documenti da trasferire

Diffuso questa mattina, 12 novembre, il Chirografo firmato da Papa Francesco che “delocalizza” parte dell’Archivio e della Biblioteca apostolica. «La secolare cura per la custodia degli atti e dei documenti che riguardano il governo della Chiesa universale, unita all’impegno per lo sviluppo e la divulgazione della cultura, sono i tratti caratteristici dell’attività dell’Archivio e della Biblioteca Vaticani», si legge nel testo.

Per «rendere fruibile questo prezioso patrimonio», dispone che «siano ampliati gli spazi a disposizione dell’Archivio Apostolico e della Biblioteca Apostolica, utilizzando parte dell’edificio e delle adiacenze che nella zona extraterritoriale di San Giovanni in Laterano ospita il Pontificio Seminario Romano Maggiore. A tal fine, le Istituzioni interessate – prosegue Francesco – collaboreranno assieme per la realizzazione dei lavori, secondo le rispettive competenze, osservando le disposizioni vigenti, le procedure e le direttive che si renderanno necessarie per una ordinata esecuzione di questa indispensabile opera che la Sede di Pietro pone a servizio della Chiesa e del mondo della cultura».

Ancora, il pontefice dispone che «sia costituita una Commissione composta dai rappresentanti della Segreteria di Stato, dell’Archivio Apostolico Vaticano e della Biblioteca Apostolica Vaticana, per determinare le categorie dei documenti da trasferire nei nuovi ambienti. La Commissione potrà operare da subito, parallelamente ai lavori di realizzazione dell’opera».

12 novembre 2024