Francesco: «Il Signore ci dia il coraggio delle donne»

Nel Regina Caeli del lunedì dell’Angelo, l’augurio del Papa: «Nelle nostre case e nei nostri cuori risuoni questa la lieta notizia: “Cristo, mia speranza, è risorto!”

«Nelle nostre case e nei nostri cuori possa risuonare questa lieta notizia: “Cristo, mia speranza, è risorto!”». Nel Regina Caeli del lunedì dell’Angelo, ieri, 13 aprile, trasmesso in streaming dalla biblioteca del Palazzo apostolico, Francesco ha rimesso al centro il messaggio pasquale «che siamo chiamati a proclamare, con le parole e soprattutto con la testimonianza di vita»: vale a dire il fatto che «se Cristo è risuscitato, è possibile guardare con fiducia ogni evento della nostra esistenza, anche quelli più difficili e carichi di angoscia e di incertezza».

Questa certezza «rafforzi la fede di ogni battezzato e incoraggi soprattutto quanti stanno affrontando maggiori sofferenze e difficoltà», l’augurio del Papa, che ha citato l’esempio delle donne, prime annunciatrici della Risurrezione, alle quali il Risorto affida «un mandato missionario» nei confronti degli apostoli. Esse, ha evidenziato il pontefice, «hanno dato un ammirevole esempio di fedeltà, di dedizione e di amore a Cristo nel tempo della sua vita pubblica come durante la sua passione; ora sono premiate da Lui con questo gesto di attenzione e di predilezione». Ancora: «Le donne sempre all’inizio – ha aggiunto a braccio -: Maria all’inizio, le donne all’inizio. Prima le donne, poi i discepoli e, in particolare, Pietro constatano la realtà della risurrezione. Gesù aveva loro più volte preannunciato che, dopo la passione e la croce, sarebbe risorto ma i discepoli non avevano capito, perché non erano ancora pronti. La loro fede doveva fare un salto di qualità che solo lo Spirito Santo, dono del Risorto, poteva provocare», ha continuato.

Francesco ha ricordato, ancora, l’inizio del libro degli Atti degli Apostoli, quando Pietro dichiara «con franchezza, con coraggio: “Questo Gesù, Dio l’ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni”. Come dire: io dà la faccia per lui, io dò la vita per Lui. Poi darà la vita per Lui», ha continuato a braccio: «Da quel momento, l’annuncio che Cristo è risorto si diffonde dappertutto e raggiunge ogni angolo della terra, diventando il messaggio di speranza per tutti. La risurrezione di Gesù ci dice che l’ultima parola non spetta alla morte, ma alla vita», ha ribadito il Papa: «Risuscitando il Figlio unigenito, Dio Padre ha manifestato in pienezza il suo amore e la sua misericordia per l’umanità di tutti i tempi. La Vergine Maria, testimone silenziosa della morte e della risurrezione del figlio Gesù, ci aiuti a credere fortemente a questo mistero di salvezza che, accolto con fede, può cambiare la vita. È questo l’augurio pasquale che rinnovo a tutti».

Al termine della preghiera poi Francesco ha voluto ricordare «quanto fanno molte donne, anche in questo tempo di emergenza sanitaria, per prendersi cura degli altri: donne medico, infermiere, agenti delle forze dell’ordine e delle carceri, impiegate dei negozi di beni di prima necessità…, e tante mamme. sorelle, nonne che si trovano chiuse in casa con tutta la famiglia, con bambini, anziani, disabili». A volte, ha evidenziato, «esse sono a rischio di subire violenza, per una convivenza di cui portano un peso troppo grande. Preghiamo per loro, che il Signore doni loro forza e che le nostre comunità possano sostenerle insieme alle loro famiglie». Quindi ancora un’aggiunta a braccio: «Che il Signore ci dia il coraggio delle donne, di andare sempre avanti».

Sempre fuori testo, il Papa si è riferito alla pandemia in atto: «In questa settimana pasquale, vorrei esprimere vicinanza e affetto a tutti i Paesi colpiti  dal coronavirus, alcuni con grandi numeri di contagiati e deceduti: in particolare l’Italia, gli Stati Uniti, la Spagna, la Francia… la lista è lunga. E non dimenticate che il Papa prega per voi. Rinnovo di cuore a tutti l’augurio pasquale – la conclusione -. Rimaniamo uniti nella preghiera e nell’impegno di aiutarci gli uni gli altri come fratelli».

14 aprile 2020