Francia, leader religiosi in preghiera davanti alla “Stele per la fraternità”

L’omaggio all’insegnante di storia decapitato nella periferia di Parigi, dopo una lezione sulla libertà di espressione. «Dio non può chiedere di uccidere»

Un minuto di silenzio davanti alla “Stele per la fraternità” eretta accanto alla chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray, a Rouen, in memoria di padre Jacques Hamel, il sacerdote barbaramente sgozzato il 26 luglio 2016 da due giovani estremisti. Si sono ritrovati lì ieri, 18 ottobre, i leader religiosi di Francia per rendere omaggio a Samuel Paty, l’insegnante di storia decapitato nei giorni scorsi al grido di “Allah Akbar” a Conflans-Saint-Honorine, nella periferia a nord ovest di Parigi, da un giovane di origini cecene, dopo una lezione sulla libertà di espressione. La sua “colpa”: aver mostrato in classe due vignette su Maometto.

Da parte dei rappresentati delle religioni, lo sgomento, unito alla condanna più forte. «Dio non può chiedere di uccidere», si legge nel comunicato congiunto diffuso dall’arcidiocesi di Rouene, nel quale i leader religiosi del Paese – cristiani, musulmani ed ebrei – assicurano tutto il loro impegno a «guidare, ciascuno secondo la propria tradizione, le comunità e ad educare i giovani, affinché costruiscano con tutti una vera fraternità così che il dialogo possa sostituire la violenza». A firmare la nota, l’arcivescovo Dominique Lebrun, i rappresentanti dell’Unione dei musulmani e del Consiglio regione del culto musulmano, la comunità ebraica di Rouen e le Chiese protestante ed evangelica.

19 ottobre 2020