Gandolfini, su Cirinnà: voto palese per maggiore responsabilità

Le parole del promotore del Family Day seguono le dichiarazioni del cardinale Angelo Bagnasco: «Nessuna ingerenza»

Le parole del promotore del Family Day seguono le dichiarazioni del cardinale Angelo Bagnasco: «Nessuna ingerenza» 

«La dichiarazione del presidente della Cei sottolinea la preoccupazione della Chiesa per un disegno di legge che, se venisse approvato così come è, stravolgerebbe l’antropologia e la cultura del popolo italiano. Si tratta della stessa preoccupazione emersa con inequivocabile chiarezza dal popolo delle famiglie nei due appuntamenti del 20 giugno 2015 e del 30 gennaio 2016». Così il presidente del Comitato difendiamo i nostri figli e promotore del Family day, Massimo Gandolfini, intervenuto a seguito delle polemiche suscitate dalle dichiarazioni del cardinale Bagnasco sulle modalità di voto adottate per il ddl Cirinnà.

Il cardinale Bagnasco aveva auspicato,
ieri, la possibilità di un voto segreto in parlamento. Le sue parole, ha commentato Gandolfini, «auspicano un dibattito democratico, in cui la libertà di coscienza su temi fondamentali per la vita della società e delle persone sia non solo rispettata, ma anche promossa con una votazione a scrutinio segreto», non manifestano l’intento di un’indebita «ingerenza negli affari dello Stato, come dichiara il senatore Pd Sergio Lo Giudice o come lascia presagire il commento stizzito del sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Luciano Pizzetti (Pd)».

«Auspichiamo – precisa Gandolfini – che la prospettiva di un voto in cui potrebbe essere molto limitato il ricorso allo scrutinio segreto, che crea le condizioni per una maggiore libertà di espressione, sproni i senatori a un’ancora maggiore assunzione della propria responsabilità personale. Il popolo delle famiglie, che segue con attenzione i lavori dell’Aula, ha forte interesse a conoscere per nome e cognome e a guardare in viso chi è disponibile a recepire le sue istanze e farsene difensore e chi invece con pervicacia le ignora».

 

12 febbraio 2016