Gara bloccata per ricorso: alunni ciechi e ipovedenti senza assistenza

Brutta sorpresa al ritorno a scuola per 320 disabili della provincia. Sospeso l’esito di un bando vinto dal Sant’Alessio,  disponibile a coprire intanto il servizio a sue spese. . Il presidente Amedeo Piva: «Corriamo il rischio, è impensabile che ci vadano di mezzo i ragazzi»

Brutta sorpresa all’apertura delle scuole per 320 alunni ciechi ed ipovedenti di circa 220 istituti della provincia di Roma: la Provincia non ha sottoscritto il contratto con il Centro regionale Sant’Alessio che si è aggiudicato il servizio di assistenza scolastica mediante regolare gara perché i concorrenti al bando hanno presentato ricorso la Tar del Lazio. A dare la notizia di una vicenda definita «incresciosa» è il presidente del Sant’Alessio, Amedeo Piva, che in una lettera inviata ai dirigenti scolastici ha confermato la disponibilità dei propri operatori, nonostante lo stop da parte della Provincia.

«Pur avendoci assegnato il servizio – spiega Piva -, la Provincia non ha voluto sottoscrivere il contratto perché c’è il ricorso. La convocazione da parte del Tar è stata fissata per il 16 ottobre, sperando che sia risolutiva. Il Tar intanto ha rifiutato di decretare la sospensione immediata dell’assegnazione. Sembrerebbe tutto veloce, ma per i ragazzi disabili che vanno a scuola attendere il 16 ottobre significa aspettare un mese. Di certo non si può iniziare così l’anno scolastico». Il rischio di lasciare senza servizi i 320 ragazzi per circa un mese, fortunatamente, è stato allontanato proprio dall’impegno del Sant’Alessio che nella lettera inviata alle scuole rende nota la disponibilità dei propri operatori, anche senza una proroga e in attesa della risoluzione della vicenda. «Si stanno trovando vie alternative – ha spiegato Piva – per cui la Provincia darà l’incarico alle scuole e saranno loro a contattare gli operatori».

Un impegno, quello assunto dal Sant’Alessio, voluto «al solo fine di garantire l’effettività del corso di studi agli alunni con disabilità visiva – spiega la lettera inviata ai dirigenti scolastici -. Il Centro regionale Sant’ Alessio è nelle condizioni di poter inviare un proprio operatore qualificato, la cui professionalità è ben nota, in modo da garantire ai vostri studenti disabili visivi la necessaria assistenza scolastica, per un numero minimo di sei ore settimanali per il costo orario che verrà fissato dalla Provincia di Roma». Il rischio che questo impegno, anche economico, del Sant’Alessio poi non venga in alcun modo riconosciuto c’è, ma per Piva, rispetto alle esigenze dei ragazzi, va in secondo piano. «Anticiperemo i costi fin quando ce la faremo – ha affermato – e siamo disponibilissimi a dare da subito gli operatori. Non è pensabile che ci vadano di mezzo i ragazzi. Il rischio di non avere i rimborsi è reale, ma riteniamo che il Sant’Alessio debba correrlo perché è nato per questo».

23 settembre 2014