Genitori-figli, l’esordio di Frangipane

“Dall’alto di una fredda torre”, visto all’ultima Festa del Cinema di Roma, è l’opera prima del regista, che proviene dal mondo del teatro. Il dilemma dei 4 protagonisti

L’inizio è così severo che quasi mette paura: Elena e Antonio sono gemelli, cresciuti insieme ai genitori Michela e Giovanni. Il clima sembra sereno ma cova il dramma. Michela e Giovanni soffrono di una rara malattia genetica che ha colpito entrambi nei tessuti midollari. Ma i figli, nel donare il loro midollo, potranno salvare solo uno dei genitori. E devono decidere quale… Prende il via così Dall’alto di una fredda torre, opera d’esordio di Francesco Frangipane, in sala dal 13 giugno, visto all’ultima festa del Cinema di Roma.

È un film dalla forte origine teatrale. Il rapporto tra cinema e teatro si pone ancora oggi come una delle situazioni più problematiche, capaci di generare momenti dai quali sembra impossibile uscire. L’idea nasce da un lungo e sofferto sodalizio tra Frangipane e Filippo Gili e procede attraverso passaggi che mescolano entusiasmo a delusione. Ne sono nati prima una trilogia teatrale, quindi un progetto cinematografico che è andato a poco convergendo sui grandi temi esistenziali quali vita, morte, destino, libero arbitrio. L’obiettivo, partendo da temi certo non nuovi, era quello di spingere la riflessione ogni volta un trattino più avanti, provando ad avventurarsi su terreni del tutto inesplorati.

Del resto, e torniamo al racconto appena accennato all’inizio, il dilemma che attanaglia i quattro protagonisti si fa di minuto in minuto più angoscioso. La domanda è sempre quella: se sia giusto scegliere al posto degli altri e incidere sul destino di altre persone. A pensarci bene, si tratta di un tipico dilemma da testo teatrale, che immaginiamo bene sulle tavole del palcoscenico, tra intoppi e smarrimenti. La metafora della torre rientra in questi passaggi, ora vuoti ora tremanti.

Del resto Frangipane viene da una lunga gavetta teatrale che lo ha portato a mettere in scena molti testi di Ennio Flaiano e a diventare direttore artistico del Teatro Argot Studio di Roma dal settembre 2008. Nell’affrontare un testo che chiama lo spettatore a scelte estreme, gli attori ricoprono un ruolo primario. E anche qui ogni nome viene scelto con meticolosa cura.

I due fratelli, Antonio ed Elena, sono Edoardo Pesce, di grintosa serietà, e Vanessa Scalera, attrice in forte crescita qualitativa, capace di passare dalla leggerezza di Imma Tataranni a questo ruolo di profonda ridefinizione della parte. E poi i genitori, Michela e Giovanni, Giorgio Colangeli e Anna Bonaiuto, nomi di grande esperienza e di sicura affidabilità. Il film di Frangipane sconta alcuni difetti tipici dell’esordiente – alcuni passaggi a vuoto nella sceneggiatura – ma non si tira indietro di fronte alle oggettive difficoltà del testo. Una prova difficile per un film complicato.

2 luglio 2024