Gentiloni alla Cattolica: «Italia in ripresa ma non bisogna abbassare la guardia»

Il premier è intervenuto all’inaugurazione dell’anno accademico della Cattolica. Il rettore Franco Anelli: «Testa, cuore e mani devono lavorare insieme». Iscrizioni in crescita a Medicina e Chirurgia

«Non siamo il fanalino di coda dell’Europa». Lo dice il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, intervenuto all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Una cerimonia che ha visto la partecipazione di alte cariche religiose e civili, tra gli altri il sostituto della segreteria di Stato vaticana Angelo Becciu, il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Un’affermazione supportata dai dati: l’Italia cresce e, raddoppiando le previsioni, si è arrivati ad un +1, 8%. «Ci sono Paesi europei che andranno più lenti rispetto al nostro. Anche il deficit è diminuito», le parole del presidente del Consiglio. Questo vuol dire che l’Italia ha ripreso a camminare. Ma non bisogna abbassare la guardia, perché «non sono risanate le le cicatrici che la crisi ha aperto». Infatti, prosegue, «la ripresa economica deve creare lavoro, bisogna continuare a sostenere i giovani, chi vive in povertà e chi è escluso dai processi di modernizzazione».

La crescita, continua Gentiloni, «è un’opportunità che impone la sfida di ricucire quello che si è strappato e affrontare i problemi». Un anno fa, ha evidenziato, avevamo «un inverno dello scontento europeo sciolto al sole del Campidoglio con la celebrazione dei sessant’anni dei Trattati di Roma che videro la nascita dell’Unione europea. Restano forti le incognite legate all’imprevedibilità geopolitica». E, citando Papa Francesco, sottolinea che bisogna rispondere a questo cambiamento d’epoca. Il mondo muta a grande velocità spinto dalla rivoluzione digitale. Ma il rischio è che queste enormi potenzialità non si traducano in opportunità generando infelicità e impotenza. Gentiloni, poi, ha parlato dell’altra sfida del nostro tempo: quella dell’identità. «L’Italia è sempre stata in grado di tenere insieme le proprie radici e storia con un’eccezionale proiezione internazionale». E questo è un elemento di orgoglio, per cui «nel mondo siamo guardati con ammirazione grazie alla forza della nostra tradizione, storia, bellezza e scienza», sintetizza il premier.

In tal senso l’università ha un ruolo centrale ed è necessario che crescano le immatricolazioni. L’altra sfida infatti è quella del patrimonio umano, come ha sottolineato il rettore della Cattolica Franco Anelli. «Testa, cuore e mani devono lavorare insieme». Parole che rivolge ai giovani che spendono «energie e intelligenze nonostante una società avara di promesse rispetto a quella dei loro padri». La Cattolica è università in controtendenza: crescono gli iscritti, in particolare, a Roma, nella facoltà di Medicina e Chirurgia; le domande di ammissione hanno superato di trenta volte la disponibilità dei posti. Crescono anche le risorse: 350mila euro per il prossimo triennio, ma anche investimenti per dotare il campus di infrastrutture per una ricerca sempre più avanzata. L’obiettivo è migliorare la prevenzione e la cura personalizzata. Un grande compito che ha bisogno di persone competenti, disinteressate e coraggiose, come evidenzia nella sua omelia il cardinale Lorenzo Baldisseri. La crisi che stiamo vivendo, secondo il porporato, mostra «l’urgenza di una nuova mentalità. Per questo – aggiunge – servono buoni maestri che sappiano testimoniare il rispetto, la carità e la verità».

15 novembre 2017