«Siamo di fronte a una tragedia di una guerra e di regime orribile, eppure con questo regime orribile, ripete l’Italia da anni, il negoziato è inevitabile». Nel pomeriggio di oggi, 17 aprile, il premier Paolo Gentiloni riferisce alle Camere sulla crisi siriana dopo l’intervento militare di USa, Gran Bretagna e Francia, sabato scorso, 14 aprile. «Una risposta motivata, mirata e circoscritta», la definisce, osservando  che «non ci sono indicazioni di vittime civili, né indicazioni di danni collaterali», a dimostrazione di come sia stata «coordinata con attori presenti per scongiurare vittime civili».

Secondo il presidente del Consiglio, in Siria si è giunti al punto in cui «è inevitabile il negoziato con un regime orribile». E spiega: «Abbiamo chiarito ai nostri alleati fin dall’inizio la nostra contrarietà a ogni escalation e la convinzione italiana sull’impossibilità di giungere a una soluzione di conflitto con l’uso della forza e con l’idea di cacciare manu militari il dittatore Bashar al Assad da Damasco». E ancora: «Non mi domando dove sia la ragionevolezza nell’uso delle armi chimiche contro il proprio popolo. Siamo di fronte a una tragedia di una guerra e di regime orribile – appunto -, eppure con questo regime orribile il negoziato è inevitabile. Credo che non possiamo accettare che a 100 anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale si torni a legittimare l’uso della armi chimiche, non lo possiamo accettare».

Gentiloni ricorda l’attacco di cui è stata oggetto la città di Duma, «ultima roccaforte dei ribelli», con l’uso ripetuto di armi chimiche. «Fonti diverse hanno confermato decine di morti e centinaia di feriti – aggiunge -. Ma abbiamo la certezza purtroppo che a seguito del veto della Russia alla proposta del Consiglio di sicurezza l’iniziativa per accertare la verità e le responsabilità è stata bloccata». L’Italia però «non è un Paese neutrale che sceglie di volta in volta con chi schierarsi tra l’Alleanza Atlantica e la Russia: è un alleato coerente degli Stati Uniti e non di questa o quella amministrazione americana. È una scelta di campo, la nostra scelta di campo».

17 aprile 2018