“Giochi di Pace”: Olimpiadi e Paralimpiadi raccontate in un libro

Presentato allo Stadio Olimpico il volume a cura di Parrinello, con la collaborazione di Athletica Vaticana e la prefazione del Papa. Al centro, lo sport come «palestra di vita»

Rispetto, testimonianza, sacrificio, regole, disciplina, lealtà. Ma anche pace e fratellanza. Sono le parole chiave che caratterizzano il libro “Giochi di Pace. L’anima delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi”, il volume a cura di Vincenzo Parrinello edito da Libreria Editrice Vaticana, con la collaborazione di Athletica Vaticana e con la prefazione di Papa Francesco, che raccoglie le storie di 85 atleti, presentato ieri pomeriggio, 17 giugno, nella Sala autorità della Tribuna Monte Mario dello Stadio Olimpico. «Più di una presentazione di un libro, una vera e propria celebrazione dei valori dello sport», ha detto Alessandro Gisotti, vicedirettore editoriale del dicastero pontificio per la Comunicazione e moderatore dell’evento. «Una celebrazione – ha aggiunto – in quella che è la casa dello sport italiano, lo stadio Olimpico».

«Nessun atleta, come nessuna persona nella vita, deve gareggiare da solo. C’è sempre qualcuno che si prende cura di noi e anche se pensiamo di essere soli c’è il Signore che ci accompagna», ha ricordato il cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del dicastero per la Cultura e l’educazione. «L’obiettivo del libro – ha spiegato – è quello di discernere come far diventare lo sport un campo di valori umani universali, come trasformarlo in un luogo dove oltre a gareggiare, giustamente, con agonismo, si sta accanto al prossimo, lo si sostiene, ci si aiuta, si crea fratellanza; dunque come far diventare lo sport un diritto per tutti, nessuno escluso, nel quale nessuno nasce campione ma tutti sono chiamati ad esserlo nella vita». Parole di fratellanza, quelle del porporato, che riprendono quelle del pontefice nella prefazione, il quale chiama in causa la «tregua olimpica» e la speranza che lo «sport possa concretamente costruire ponti, abbattere barriere, favorire relazioni di pace».

presentazione del libro "giochi di pace", con athletica vaticana, olimpico, 17 giugno 2024Tra i molti atleti ed ex atleti presenti, anche Arianna Fontana, Elisa Di Francisca e Silvia Salis. «Il libro pone un focus sullo sport come palestra di vita e non c’è metafora più vera di questa. Ovviamente è sempre bello vincere, ma gareggiare è uno strumento da sfruttare al massimo per diventare individui resilienti, pieni di speranza, di lealtà e forti per affrontare ogni avversità della vita», ha spiegato Fontana. La lealtà come elemento centrale nello sport e nella vita anche per Salis, oggi vicepresidente vicario del Coni, «È difficile vivere nel mondo dello sport senza lealtà, perché in realtà non esistono sport individuali, tutti sono di squadra, c’è sempre un gruppo su cui si può contare», le sue parole.

Tra le più toccanti, la testimonianza di Amelio Castro Grueso, schermitore paralitico di  origini colombiane: quando aveva 16 anni ha perso la madre, uccisa, e un incidente stradale gli ha fatto perdere l’uso delle gambe, costringendolo a una sedie a rotelle. Arriva in Italia accolto dalla Caritas, a Roma, poi trova l’aiuto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, ottiene lo status di rifugiato e oggi gareggia per le Fiamme Oro ed è in lista per essere nominato, lo si saprà il prossimo 9 luglio, nella squadra Paralimpica degli atleti rifugiati.

Infine, a spiegare il cuore del libro, il curatore Vincenzo Parrinello, generale della Guardia di finanza e dirigente sportivo di lungo corso. «L’obiettivo è raccontare i valori dello sport che trascendono dalla logica dualistica di vincere o perdere – ha sottolineato -. L’esperienza di questo lavoro editoriale e la collaborazione con Athletica Vaticana ha rafforzato anche in me la consapevolezza di quanto siano fondamentali i valori dello sport. Agli atleti che gareggeranno alle prossime Olimpiadi e Paralimpiadi di Parigi auguro sicuramente di vincere, ma soprattutto di godere di tutte quelle soddisfazioni umane, morali, sportive che i loro percorsi e i loro sacrifici meritano, perché è questo ciò che conta».

Presenti, tra i relatori, anche Marco Mezzaroma, presidente di Sport e Salute; Massimiliano Atelli, capo di gabinetto del ministero per lo Sport e i giovani; e Luca Pancalli, presidente del Comitato italiano paralimpico. «La speranza – ha spiegato quest’ultimo – è che lo sport possa essere e diventare sempre di più un mezzo di cambiamento della società e costruire ponti, non barriere. Questo viene spesso sottolineato da Papa Francesco, che di recente ha invocato la tregua olimpica per i molti, troppi, conflitti nel mondo».

18 giugno 2024