In vista della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, lunedì 25 novembre, le massime cariche del Consiglio d’Europa hanno pubblicato oggi, venerdì 22,  una dichiarazione congiunta per segnalare «il successo straordinario della Convenzione di Istanbul» sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, trattato europeo nato nel 2014, oggi adottato da 34 Paesi e sottoscritto da altri 11. La violenza, è l’assunto di fondo della convenzione, «non è una questione privata ma un comportamento criminale» per il quale le autorità devono garantire che non vi sia impunità. E in questa direzione va l’impegno dei Paesi aderenti.

Laddove sono avvenuti cambiamenti, si legge nella dichiarazione da Strasburgo, «abbiamo visto aumentare i casi di condanne e le denunce, poiché le donne hanno meno paura e si fidano maggiormente delle autorità». Restano però diversi ostacoli da affrontare: un regresso recente rispetto ai diritti delle donne, ma anche la disinformazione sulla Convenzione di Istanbul e il suo contributo positivo alla parità di genere e ai diritti umani in generale; da ultimo, il sessismo, cioè quell’insieme di percezioni e comportamenti che possono portare alla violenza.

«C’è ancora molta strada da fare – è la conclusione del testo – ed è fondamentale che la Convenzione di Istanbul sia ratificata e pienamente attuata», per «garantire che le donne godano del più fondamentale dei diritti umani: il diritto a vivere una vita libera dalla violenza».

22 novembre 2019