Giornata infanzia, assistenti sociali: «I bonus non bastano, investire sul futuro»

Il commento del presidente del Consiglio nazionale Gazzi: «Serve varare un piano di investimenti nelle “infrastrutture immateriali del sociale»

Il commento del presidente del Consiglio nazionale Gazzi: «Serve varare un piano di investimenti nelle “infrastrutture immateriali del sociale»

«Alcuni passi in avanti – sia pure incerti – sono stati compiuti e forse nella Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza 2016 possiamo guardare al futuro con un po’ di ottimismo in più. Alle istituzioni governative e parlamentari dobbiamo riconoscere l’impegno verso il problema della povertà economica e della povertà educativa dei minori anche se i dati testimoniano quanta strada si debba ancora fare per lasciare gli ultimi posti in queste tristi classifiche europee. Sono state approvate – sia pure da un solo ramo del parlamento – nuove norme sul bullismo e sul cyber bullismo così come sui minori stranieri non accompagnati. Di contro, al Senato la legge sullo ius soli è ferma da oltre un anno». Così Gianmario Gazzi, presidente del Consiglio nazionale degli Assistenti sociali in occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

«Tutti noi dobbiamo sempre tenere presente – dice ancora – i tanti rischi che ancora minano la vita e l’esistenza di tanti bambini e di tanti adolescenti: atti di violenza, sfruttamento e abuso. Di fatto, il mancato pieno godimento di tutti quei diritti solennemente sanciti proprio dalla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia. Non possiamo, non dobbiamo dimenticare che i bambini hanno bisogni e desideri unici e irrinunciabili: hanno diritto a un ambiente familiare sano e protetto assieme ai genitori; a ricevere una adeguata educazione in grado di promuovere la loro personalità e renderli pronti ad affrontare la loro vita; hanno diritto al gioco. Hanno diritto, insomma, a essere bambini e a non essere precocemente adulti».

Per Gazzi, «due temi, nella Giornata di quest’anno, non si possono eludere. Il primo è quello dei minori stranieri non accompagnati, che pagano i costi più duri e pesanti della attuale ondata migratoria figlia di miserie, violenza, sopraffazione, guerre: un sistema di accoglienza che troppo spesso lascia spazio a comportamenti arbitrari da parte di istituzioni e singoli funzionari. Nonostante una formale equiparazione ai minori italiani è tuttora poco garantita la tutela soprattutto dei cosiddetti “grandi minori”, quelli vicini alla maggiore età: sottoposti ad accertamenti medici a volte invasivi, sottratti alla piena tutela sanitaria, perdono il diritto al soggiorno legale una volta raggiunta la maggiore età, lasciati in situazioni promiscue e non tutelati come minorenni e come richiedenti asilo, consegnati a forme di intervento temporanee ed emergenziali». Un tema, quello dei minori non accompagnati, «drammatico» e «i numeri lo sono altrettanto: ne sono sbarcati nei primi dieci mesi di quest’anno oltre 22mila, contro i circa 12mila dell’intero 2015 e i 13mila del 2014. Quasi 50mila. Troppi si rendono irreperibili rischiando di diventare vittime di altre violenze e di altro sfruttamento. È un imperativo che il parlamento licenzi quanto prima in via definitiva il provvedimento che li riguarda» dice ancora.

Il secondo tema da non dimenticare è quello dei minori che, in centro Italia, sono stati colpiti dal recente terremoto: tantissimi sfollati, tanti orfani, una vita fatta di precarietà tra tende ed alberghi, solo in parte mitigata dalla riapertura delle scuole sistemate in nuove strutture provvisorie. Sono minori che vanno sostenuti e aiutati a capire. «Risorse – dice ancora il presidente degli assistenti  sociali italiani – vanno destinata per sostenere i genitori che oggi cercano di difendere i figli dalla paura dei continui sciami sismici; per ricostruire le case e le strade, ma anche le piazze, le relazioni e i giardini, i parchi giochi e i campetti di calcio, le palestre. Mai come oggi deve essere obiettivo prioritario investire sui servizi sociali e sanitari – esattamente come lo è ricostruire le strade – perché è nei giorni, come questi, in cui l’attenzione scema, che serve che le persone si percepiscano parte di comunità forti e sostenute».

Ecco allora, sottolinea con forza Gazzi, «che serve varare un piano di investimenti nelle “infrastrutture immateriali del sociale” fatte di tutta una serie di servizi a favore delle famiglie, degli anziani, dei minori. Se non si passerà dalla logica dell’emergenza e dell’assistenzialismo a quella della programmazione di lungo periodo ci si limiterà alla mera erogazione di bonus: ma con i soli bonus non si costruiscono gli adulti di domani». È in questa Giornata, conclude Gazzi riferendosi alla data del 20 novembre, che «governo e parlamento devono prendere impegni per investimenti sul futuro: tutelare i minori soli o in situazioni e condizioni di rischio; sostenere i genitori nel prendersi cura dei figli; porre le condizioni affinché la società e le comunità si facciano carico di crescere tutti. Serve fare presto anche da un punto di vista normativo con interventi efficaci per il contrasto della povertà, e soprattutto serve varare la nuova norma a tutela dei minori stranieri non accompagnati».

17 novembre 2016