Celebrando la Giornata mondiale dell’infanzia e dell’adolescenza, oggi, 20 novembre, a 30 anni dall’approvazione della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia, la Federazione italiana scuole materne (Fism) punta l’obiettivo su alcuni tra questi diritti che «non hanno trovato ancora piena attuazione». La Convenzione, ricordano dalla Fism, «riconosce, per la prima volta espressamente, che anche i bambini, le bambine e gli adolescenti sono titolari di diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici, che devono essere promossi e tutelati da parte di tutti. Fra questi il diritto dei bambini all’educazione (art. 28) che in molti Paesi non è ancora riconosciuto pienamente».

Diritto all’educazione «significa, e questo vale anche per il nostro Paese, aiutare i bambini a crescere e formarsi in una società che li accoglie tutti senza discriminazioni, li accompagna, li sostiene nel comprendere e vivere serenamente anche momenti difficili come quelli che stiamo attraversando per le guerre diffuse in tanti Paesi, per la povertà presente anche in Italia, per le emigrazioni bibliche e, infine, per la follia terrorista che sembra avere dimenticato il valore della vita umana». Le scuole dell’infanzia della Fism, è la rivendicazione della nota, «hanno sempre accolto tutti i bambini, senza alcuna distinzione di razza, nazionalità o fede religiosa – sono molti i bambini stranieri presenti in queste scuole – e hanno aiutato il loro sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale e sociale».

Oggi, a 30 anni dall’approvazione di quella dichiarazione, «la Fism riafferma il suo impegno nel contribuire a promuovere una cultura dell’accoglienza, a sviluppare atteggiamenti di rispetto verso le identità altrui, ad affrontare “l’emergenza educativa” attraverso un lavoro costante, quotidiano, non esente da difficoltà anche economiche delle nostre scuole dell’infanzia». Per i responsabili Fism, si tratta di «un servizio importante che le educatrici e gli educatori prestano ogni giorno, con semplicità ma andando a fondo, ponendo attenzione ai bisogni educativi dei bambini, valorizzando le loro potenzialità, sviluppando le attitudini di tutti, e di ciascuno in particolare». Un impegno che «richiede grande responsabilità e la capacità di suggerire in loro domande, confrontandosi con l’opinione degli altri, degli amici». La scuola oggi, conclude la Fism, «è uno degli ultimi spazi rimasti per poter formare uomini nuovi per una società migliore e allora l’anniversario della Convenzione è l’occasione per riflettere e ripartire, consapevoli che l’educazione è un diritto e un bene comune: va difesa e garantita».

20 novembre 2029