Giornata infanzia, la delegazione Unicef al Quirinale

La visita in occasione dei 30 anni della Convenzione Onu sui diritti dei minori. L’edizione speciale consegnata a Mattarella dai bambini e dai ragazzi

Il trattato sui diritti umani «maggiormente ratificato al mondo». Il presidente di Unicef Italia Francesco Samengo ha definito così la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che compie oggi, 20 novembre, 30 anni. In occasione dell’anniversario, nella Giornata mondiale per l’infanzia, una delegazione Unicef guidata proprio da Samengo è salita al Quirinale per incontrare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Insieme al presidente, bambini e ragazzi di età, città e contesti di provenienza differenti – che hanno simbolicamente consegnato al presidente Mattarella una speciale edizione della Convenzione realizzata da Unicef Italia -, gli Ambasciatori di Buona volontà Samantha Cristoforetti e Michele Affidato, tre membri del consiglio direttivo di Unicef Italia (Anna Miccoli, Patrizia Surace e Matteo De Mitri), il direttore generale Paolo Rozera e il portavoce Andrea Iacomini.

In 30 anni, ha osservato Samengo, la Convenzione Onu «è stata determinante nel migliorare la vita di bambini, bambine e adolescenti. Ha ispirato i governi ad adottare nuove leggi e stanziare nuovi fondi per aumentare l’accesso ai servizi loro destinati e godere dei propri diritti». Ancora, «ha contribuito a cambiare la percezione sull’infanzia e l’adolescenza, garantendo a bambini e ragazzi un nuovo protagonismo». Nonostante questo però «non è ancora pienamente attuata, conosciuta e capita. Inoltre – ha aggiunto Samengo – la condizione dell’infanzia e dell’adolescenza è in continua evoluzione. Bisogna quindi attualizzare quanto previsto in materia di diritti affinché per ogni bambino, ogni diritto sia garantito e realizzato».

Trent’anni, in ogni caso, non sono passati invano, ha osservato il presidente Mattarella, perché «le condizioni nel mondo sono grandemente migliorate. Si è abbattuta molto la condizione di povertà; si è abbattuta molto la condizione di mancanza di istruzione nel mondo. Ma la nostra attenzione, più che a questi risultati – importanti -, va a quello che ancora resta da fare. Che è tanto». A cominciare dalla lotta alla fame e dal sostegno all’istruzione. «Fintantoché il mondo non sarà equilibrato – le parole di Mattarella -, non sarà soddisfatto l’obiettivo principale che riguarda la comunità internazionale». Quindi, rivolto direttamente ai bambini e ai ragazzi presenti: «Il futuro sarà nelle vostre mani purché manteniate, da grandi, le sensibilità e le convinzioni che nutrite ora, da bambini e da ragazzi. Se manterrete queste sensibilità e questi atteggiamenti, tutti voi, bambini e ragazzi, renderete il mondo certamente migliore di come gli adulti lo hanno costruito in questi secoli».

Nelle parole del presidente anche un riferimento alla condizione dell’Italia. L’invito è a «fare sempre di più, anche per il problema dei ragazzi e dei giovani, già ampiamente maggiorenni, che non lavorano né studiano. È un problema che riguarda essenzialmente l’occupazione nel nostro Paese e la formazione per l’occupazione». Altro tema posto sotto la lente dal Capo dello Stato, quello dell’«alimentazione impropria, segno non di mancanza di mezzi ma di cattivo uso dei mezzi di cui si dispone. È un paradosso – ha osservato – che in alcune parti del mondo i bambini abbiano molto e mangino male – e questo non fa bene alla salute – e in tante altre parti del mondo i bambini non abbiano neppure cosa mangiare. Questo è il problema che riguarda l’equilibrio tra le parti del mondo. E voi, da grandi, saprete affrontarlo meglio di quanto abbiamo potuto fare noi adulti», ha detto ancora rivolto ai più piccoli. E «lo farete meglio – ha aggiunto – se manterrete, da adulti, quello che avete oggi di convinzioni, di visione del mondo, di visione dei rapporti tra le persone, di senso della dignità di ciascuna persona e di sensibilità».

20 novembre 2019