Giornata rifugiato, Ripamonti: «Accogliere i 43 della Sea Watch»

Il Centro Astalli esprime «preoccupazione» per le persone, tra le quali un minore, ai quali viene impedito di approdare: «Sono stremati»

«Se la Giornata Mondiale del Rifugiato 2019 potesse celebrarsi anche con le 43 persone, tra cui un minore di 12 anni non accompagnato, accolte in uno dei nostri porti, vorrebbe dire che non tutto è perduto». Padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli esprime «seria preoccupazione» per i migranti ai quali da diversi giorni viene impedito di approdare «in un porto sicuro, che di certo non è la Libia». In una nota ricorda che si tratta di un gruppo di naufraghi, in condizione di grave vulnerabilità, ormai da giorni in mare. «Risultano stremati – afferma-, provati da un viaggio che dai loro Paesi di origine, passando attraverso le torture che dichiarano di aver subito in Libia, sembra non volersi concludere per la cieca ostinazione di un’Europa che si chiude su se stessa. Ecco che questa vicenda, la prima dall’entrata in vigore del decreto sicurezza-bis, evidenzia con cinica semplicità cosa significhi assimilare i problemi di sicurezza interna al tema delle migrazioni forzate e in cosa consista la sistematica criminalizzazione della solidarietà».

Per il gesuita «ancora una volta si gioca con la vita dei migranti che releghiamo ai confini, smarrendo così la nostra umanità e rischiando di segnare un punto di non ritorno per Stati che si vantano di essere civili. È necessario trovare soluzioni permanenti alla crisi dei rifugiati, sfida del nostro tempo». Citando i recenti dati del rapporto annuale dell’Unhcr Global Trends il sacerdote ricorda che sono  70,8 milioni le persone in fuga nel mondo, la metà dei quali minori. Quattro rifugiati su 5 vivono negli stati confinanti con il proprio paese di origine, per lo più paesi in via di sviluppo. «Nel frattempo occorre dare segnali di scelte politiche serie, prudenti ma umane e solidali. Non sarebbe un gesto di debolezza, ma di vera umanità accogliere quelle 43 persone per la Giornata Mondiale del Rifugiato».

20 giugno 2019