Giovani e opere di misericordia, cronaca di un’altra “movida”

A Termini, i giovani accanto a monsignor Krajewski – dell’Elemosineria apostolica – distribuiscono ai senza dimora generi di prima necessità

A Termini, i giovani accanto a monsignor Krajewski – dell’Elemosineria apostolica – distribuiscono ai senza dimora generi di prima necessità 

Stazione Termini ore 20.30. Un gruppo di ragazzi arriva frettolosamente risalendo le scale della metropolitana. Zainetti sulle spalle si dirigono in via Marsala in cerca di qualcosa. «Il pulmino è lì» indica Gabriele, uno dei responsabili. Il mezzo targato SCV “Stato della città del Vaticano” è parcheggiato all’uscita della stazione. Tre sere a settimana si allestisce la mensa itinerante. L’arcivescovo Konrad Krajewski, uomo robusto, concreto ed essenziale, che su mandato di Papa Francesco attraversa la città in aiuto dei poveri, saluta uno ad uno i ragazzi con una stretta di mano.

Senza perdere un minuto iniziano a scaricare il pulmino: scatoloni con latte, frutta, succhi, saponi e altro. «Due con me, tre ai tavolini, altri due lì» indica con voce decisa. Così Chiara, Stefano, Silvio e Sofia si posizionano con le buste da consegnare all’inizio della lunga fila in attesa. Olimpia e Silvia alle uova sode, circa 250, preparate a casa e portate negli zaini. Federico ai dolci, Sara e Carlo ai succhi di frutta. Lavinia e Giulia ai crackers. Gabriele gira con i sacchi neri per raccogliere quanto usato.

Trecento persone iniziano a scorrere. C’è una minestra calda per tutti, un dolce, frutta, te o caffè caldo. In un’ora tanti volti e storie. Discrezione e gratitudine nelle persone. Silenzio tra i ragazzi. Tra i volontari anche un gruppo di diaconi permanenti della diocesi di Roma, i cavalieri dell’ordine di Malta e padre Luigi, infaticabile missionario guanelliano, cittadino del mondo, con passaporto nuovo di zecca: «nel vecchio avevo esaurito lo spazio per i timbri». Diverse latitudini, stesse povertà, per lui stessa risposta, in prima persona.

Alle 21.28 puntuali i ragazzi salutano monsignor Konrad, che ringrazia uno ad uno. Poi giù di corsa verso la metro. «Un’esperienza che ti fa riflettere sulle cose che hai» spiega Silvia. «È stato bello vedere come anche con poco è stato possibile in fondo fare tanto». «Non mi era mai capitato prima di vivere questa esperienza. Sarei contenta di ripeterla» aggiunge Giulia. Olimpia ha lo sguardo più luminoso, lo stesso che aveva a dicembre quando insieme alle altre ragazze era stata una giornata nella casa di riposo delle suore guanelliane, ad imboccare le anziane ospiti: «bello e significativo. Aiutare anche se per poco il prossimo, rende felici».

I ragazzi preferiscono non parlare. Solo Carlo confessa «non mi aspettavo così tante persone». «Il vostro programma quotidiano siano le opere di misericordia» risuonano le parole di Papa Francesco al Giubileo dei giovani. Ne sono convinti Carlo e Chiara, gli altri due responsabili che già pensano alla prossima «avventura». In fondo era già scritto: opere di misericordia e beatitudini, che ne sono lo specchio. I ragazzi forse hanno iniziato ad intuirlo. Sulla metro Sofia, la più piccola, 13 anni, sorride: «Oggi sono saltati gli allenamenti di pallavolo, ma io sarei venuta lo stesso». Non ci sono foto di questa avventura. Le mani erano troppo impegnate e i cellulari in tasca.

27 gennaio 2017