«Quasi un secondo tempo del viaggio negli Emirati Arabi Uniti». Il direttore ad interim della Sala stampa vaticana Alessandro Gisotti ha citato il discorso di inizio anno di Francesco al Corpo diplomatico per illustrare ai giornalisti il senso dell’ormai imminente viaggio in Marocco, sabato 30 e domenica 31 marzo: il 28° viaggio apostolico internazionale dall’inizio del pontificato. Saliranno così a 42 i Paesi visitati da Francesco, che tornerà ancora in Africa per la quarta volta a settembre, dal 4 al 10, in Mozambico, Madagascar e Maurizio. Bergoglio, ha sottolineato Gisotti, «non è mai stato in Marocco ed è il secondo Papa a visitare il Paese. Il primo, in un viaggio articolato in diversi Paesi, era stato Giovanni Paolo II nel 1985». Storico il suo discorso ai giovani radunati nello stadio di Casablanca. «Un anno prima dell’incontro di Assisi, l’ottica era quella di un rafforzamento sempre più significativo del dialogo interreligioso».

Dagli Emirati Arabi al Marocco, dunque, come «un primo e un secondo tempo della stesso viaggio, nell’800° anniversario dell’incontro tra Francesco e il Sultano, e nel caso del Marocco, degli 800 anni della presenza francescana nel Paese». Le motivazioni del viaggio imminente, dunque, «sono molto simili a quelle del viaggio negli Emirati Arabi Uniti: il dialogo interreligioso, il tema dei migranti e il grande desiderio del Santo Padre di dare sostegno alle piccole comunità cattoliche che vivono in Marocco». Ancora, non è un caso per Gisotti che il Papa si rechi in un Paese musulmano dopo la dichiarazione congiunta firmata ad Abu Dhabi sulla fratellanza umana. Il viaggio in Marocco può «essere letto alla luce di questo documento, a cui il Papa tiene molto, tanto che lo consegna a tutti i Capi di Stato che riceve. Può essere la prima occasione per vedere come si può sviluppare in concreto il dialogo tra cristiani e musulmani».

Il Marocco è un Paese di 34 milioni di abitanti, il 99% dei quali di fede musulmana sunnita. I cattolici sono 25mila, radunati in 2 arcidiocesi, con 35 parrocchie e circa 50 sacerdoti. «Una minoranza piccola ma molto attiva, soprattutto sul versante dell’educazione, dell’assistenza ai più deboli e della carità», ha riferito il portavoce vaticano. Il Papa atterrerà a Rabat alle 14. Qui riceverà il benvenuto secondo la tradizione marocchina, con datteri e latte di mandorla, da parte del re Mohammed VI, che ha voluto per Bergoglio la stessa accoglienza che Assan riservò a Giovanni Paolo II nel 1985. «Sarà un momento anche di accoglienza popolare – ha anticipato Gisotti -, attraverso un percorso di alcuni chilometri che il Papa e il re faranno affiancati in due macchine separate: il Papa sulla papamobile e il re sulla sua limousine». I due cortei paralleli arriveranno fino alla spianata della moschea di Hassan, luogo della cerimonia di benvenuto. «Il Papa ha voluto che fosse molto sottolineato l’aspetto dell’incontro con il popolo marocchino»; per questo verranno approntati diversi maxischermi, sia nella spianata sia nelle zone limitrofe. Un’area, quella dove il Papa terrà il suo primo discorso in Marocco, che può ospitare 25mila persone, «ma se ne aspettano 50mila». Il Papa e il re raggiungeranno quindi il Mausoleo di Mohammed V, per la visita alla tomba e la firma del Libro d’Onore, poi nel Palazzo Reale l’incontro con il re e con la famiglia.

Dopo l’accoglienza istituzionale e di popolo, nel pomeriggio il re e il Papa si recheranno all’Istituto Mohammed VI degli imam. Un’altra “prima volta” di Francesco: nessun Papa era stato mai accolto in un istituto di formazione di imam, fondato di recente e ritenuto di grande importanzaper tutto il Maghreb. «Un evento a cui tiene molto il re, molto impegnato contro le derive fondamentaliste», le parole di Gisotti. Durante la visita, il Papa e il re non parleranno, ma ascolteranno le testimonianze di de studenti, uno africano e uno europeo, oltre a quella del ministro per gli Affari interreligiosi. Poi verranno eseguite alcune opere musicali legate alle tre fedi monoteiste. Alla fine del pomeriggio, l’incontro con i migranti nella Caritas diocesana di Rabat. «Un incontro a cui tiene molto il Papa», ha sottolineato Gisotti, ricordando la volontà di Francesco di recarsi a Marrakech già nel dicembre scorso, per partecipare al Global compact sulle migrazioni. Non se ne fece nulla per motivi di protocollo: «Non si può andare solo ad una conferenza senza aver prima visitato il Paese». Il tema dei migranti, dunque, «sarà presente anche in questo viaggio». In Marocco la stragrande maggioranza dei migranti proviene dall’Africa subsahariana: «Molti vanno in Marocco perché trovano chiuse le altre rotte di passaggio per le migrazioni», ha commentato Gisotti. Sono circa 80mila i migranti che vivono in Marocco, di cui circa 4mila assistiti dalla Caritas marocchina. La prima giornata del viaggio in Marocco – che segue uno schema che ricorda quello degli Emirati Arabi Uniti, con la prima giornata dedicata al dialogo interreligioso e la seconda alla Chiesa locale – si concluderà quindi con il ritorno in nunziatura, la cena in privato e il riposo.

Prima tappa della seconda giornata, domenica 31, sarà la visita privata al Centro rurale per i servizi sociali di Témara, nella periferia della città.«Era un centro di formazione rurale tenuto dai Gesuiti», ha spiegato il direttore “ad interim” della Sala stampa; ora è gestito dalle Figlie della Carità San Vincenzo de’ Paoli, «molto impegnate con i bambini, soprattutto malati con gravi patologie, come le grandi ustioni». Nel centro, tenuto da quattro religiose spagnole, c’è un dispensario e un centro di alfabetizzazione e formazione femminile. Il programma del viaggio prevede quindi l’incontro nella cattedrale di Rabat con i sacerdoti, i religiosi, i consacrati e il Consiglio ecumenico delle Chiese. È prevista la testimonianza di un sacerdote “fidei donum” e quella di una suora, poi il discorso del Papa – che sarà tenuto in italiano, come gli altri due discorsi, mentre l’omelia della Messa a conclusione del viaggio sarà in spagnolo, con traduzione in arabo e francese – e l’Angelus. «La Messa nel complesso sportivo Principe Moulay Abdellahal sarà quella con più partecipazione della storia del Marocco – l’annuncio di Gisotti -. Ci si aspetta tra i 7 e i 10mila fedeli».

29 marzo 2019