C’erano 75mila persone ieri sera, 22 gennaio, nella Cinta Costera, dove l’arcivescovo di Panama Ulloa Mendieta ha presieduto la Messa di apertura della 34ª Giornata mondiale della gioventù. 400 i vescovi concelebranti, a fronte dei 480 registrati. 800 i calici utilizzati e 200mila le particole consacrate. Sulla baia che si affaccia sull’Oceano pacifico è stato allestito un mega palco dove i ragazzi sono stati accolti da una serie di gruppi musicali che si sono alternati per tutto il pomeriggio; quindi, alle 17, è iniziata la celebrazione.

Nella sua omelia l’arcivescovo di Panama ha parlato di una Gmg «per i giovani delle periferie esistenziali e geografiche», definendola «un balsamo per la difficile situazione in cui versano molti  di loro che vivono senza speranza, specialmente quelli indigeni e afro-discendenti, quelli che emigrano a causa della risposta quasi nulla dei loro Paesi di origine e che partendo si espongono al traffico di droga, alla tratta di esseri umani, alla criminalità e a molte altre malattie sociali». E ha indicato la strada «per affrontare le sfide della vita»: l’Eucaristia. La chiamata di Cristo, ha evidenziato ancora il presule, «è  valida, perenne, intensa, piena di tenerezza. Forse come Chiesa non siamo stati in grado di esprimere questo abbastanza chiaramente, perché a volte gli adulti pensano che i giovani non vogliono ascoltare, che sono sordi e vuoti – ha ammesso -. Tuttavia, la realtà è diversa. Hanno bisogno di guida, accompagnamento e, soprattutto, di chi li ascolti. Essi cercano testimoni pieni di contenuti ed esperienze. Non cercano un Dio colto e intellettualizzato ma cercano chi lo testimonia con la vita». È la via alla santità, indicata dai santi patroni della Gmg che Ulloa Mendieta ha citato a uno a uno, fino ad arrivare a san Oscar Romero, per il quale è esploso l’entusiasmo dei giovani. «Questi santi – le parole dell’arcivescovo – ci mostrano che la santità è possibile, in tutte le culture e gruppi etnici, senza differenze di sesso o età. Il generoso dono della loro vita a Dio e al prossimo li ha portati alla santità».

La Messa si è conclusa con un concerto della pace e i fuochi d’artificio. Oggi e domani, 24 gennaio, le catechesi tenute da 380 vescovi in 25 lingue, in 137 sedi diverse. Ad ascoltarle sono attesi oltre 100mila pellegrini provenienti da 156 Paesi. Tra loro anche, per la prima volta nella storia, 500 giovani cubani. Molti da Guatemala, Honduras, Venezuela, Nicaragua. Assicurato l’impegno di 20mila volontari nazionali e 2.445 volontari internazionali, provenienti per lo più da Colombia, Costa Rica, Messico e Polonia. A raccontare la Gmg – la terza in Sud America, dopo quella in Argentina nel 1987 e Rio de Janeiro, nel 2013 -, 2.500 giornalisti accreditati.

23 gennaio 2019