Grecia, Renzi: se vedi un pensionato piangere, non può finire così

Il premier rassicura sulla stima di Standard & Poor’s di 11 miliardi di danni per l’Italia: cifre irrealistiche. Sul referendum: si deve tornare a parlare

Il premier rassicura sulla stima di Standard & Poor’s di 11 miliardi di danni per l’Italia: Cifre non realistiche. Sul referendum: dal giorno dopo si deve tornare a parlare

«L’Italia non ha nulla da temere dal referendum greco: la stima di Standard & Poor’s di 11 miliardi di danni che il nostro Paese potrebbe subire considera uno spread a 650 per un anno. Cifre in nessun modo realistiche, nemmeno nei giorni più neri dell’enomia italiana di qualche anno fa». Così il premier Matteo Renzi al Messaggero.

Renzi sottolinea che «non siamo più sul banco degli imputati, non siamo più citati come compagni di sventura della Grecia». Insomma, prosegue, «quando vedi un pensionato piangere davanti a una banca o la gente in coda ai bancomat ti rendi conto che un Paese così importante per il mondo e per la sua cultura come la Grecia non può finire così». Quindi è ovvio che «dal giorno dopo si dovrà tornare a parlare e la prima a saperlo è proprio Angela Merkel». E aggiunge: «Quando finalmente terminerà la discussione greca, ci occuperemo della crescita e degli investimenti che servono a salvare l’Europa, non l’Italia».

6 luglio 2015