Guanelliani, al via il centenario della morte del fondatore

Domenica 21 settembre la celebrazione di apertura, con il cardinale Joao Braz de Aviz, prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata. Il vicario generale don Brugnoni: «Colpisce l‘attualità del messaggio»

Sarà la celebrazione eucaristica solenne presieduta dal cardinale Joao Braz de Aviz, prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata, a dare il via domenica 21 settembre all’anno centenario della nascita al cielo del fondatore della famiglia guanelliana, san Luigi Guanella (1915 – 2015). L’appuntamento è nella basilica di San Giuseppe al Trionfale alle ore 12. A precedere la celebrazione, a partire dalle 9.45 nel Teatro San Luigi Guanella al Trionfale (v. Savonarola 19), un dibattito a due voci con Claudio Besana, docente di Economia alla Cattolica, e il giornalista e scrittore Gianni Gennari, sulla presenza guanelliana e l’attualità del carisma del fondatore. Prevista anche un’animazione musicale a cura del coro “Chors Harmonica”.

Proprio a questo carisma sono dedicate le iniziative di formazione in corso nella Capitale dal 18 agosto: un mese di approfondimenti biblici e teologici, con riferimenti alle fonti, ma anche visita ai luoghi natali del fondatore, laboratori ed incontri con alcune comunità guanelliane – Perugia, Napoli, Trionfale e Via Aurelia Antica – per fare esperienza concreta del carisma in opera nella missione. Una proposta, questa, rivolta a venti giovani confratelli provenienti da Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Filippine, India, Cile, Argentina, Paraguay. A spiegarla è il vicario generale dell’Opera don Umberto Brugnoni. Si tratta, afferma, di «un percorso per giovani religiosi guanelliani, per sondare l‘identità del carisma inteso come dono dello Spirito, e la sua azione, che si manifesta negli atteggiamenti e nei comportamenti degli uomini».

A fare da filo conduttore alle varie iniziative, la certezza che a cento anni dalla morte don Guanella ancora interroga e scuote. «Oggi come allora – sottolinea don Brugnoni – il messaggio di San Luigi è sinonimo di benevolenza, cuore misericordioso, tenerezza, paternità, spirito di famiglia tra anziani e giovani generazioni». Certo, continua, «colpisce l‘attualità del messaggio se pensiamo alla cultura attuale e alle principali sottolineature espresse dal magistero di Papa Francesco». Una crescente attenzione ai poveri, alla difesa della vita umana, al rispetto della natura e alla cura delle persone in situazioni di fragilità: vanno in questa direzione anche gli Addenda alle Costituzioni dei Servi della Carità approvati nel 2013. Per il vicario generale dell’Opera, sono «orizzonti sterminati se visti con il cuore che abita il mondo intero».

Parole, queste ultime, nelle quali risuona l’eco della Lettera scritta per l’occasione dai due superiori generali, Madre Serena Ciserani e padre Alfonso Crippa, on line su www.guanelliani.org. «Con vero orgoglio di figli e figlie innamorati del padre Fondatore – si legge nel testo – vogliamo cogliere l’occasione di questo anno centenario per dire grazie al Signore per averlo suscitato nella Chiesa, per avercelo fatto incontrare nella vita, per aver chiamato anche noi a diventare continuatori e testimoni del suo spirito e della sua carità». In ogni angolo del mondo, come testimoniano le testimonianze che si sono susseguite nelle giornate di approfondimento sul carisma guanelliano e nelle giornate di fraternità svolte a Perugia e Napoli, oltre che nelle sedi di Trionfale e via Aurelia.

16 settembre 2014