Guerra in Ucraina: il sesto pacchetto di sanzioni Ue

Tra le misure approvate dal Consiglio europeo, il blocco di gas e petrolio russo entro 2022; banche, tv di Stato e individui esclusi da Europa. Il patriarca Kirill non compreso tra i sanzionati

Il Consiglio Ue ha approvato il sesto pacchetto di sanzioni economiche e individuali nei confronti sia della Russia sia della Bielorussia. «Aumentiamo le limitazioni alla capacità del Cremlino di finanziare la guerra imponendo ulteriori sanzioni economiche» ha commentato Josep Borrell, Alto rappresentante Ue per gli affari esteri e la sicurezza.

In una nota diffusa oggi, 3 giugno, da Bruxelles si spiega che i 27 hanno deciso di «vietare l’acquisto, l’importazione o il trasferimento di petrolio greggio e determinati prodotti petroliferi dalla Russia nell’Ue», con un processo che richiederà fino a 6 mesi per il petrolio greggio e 8 mesi per altri prodotti petroliferi raffinati e che prevede una «eccezione temporanea» sulle importazioni di greggio tramite oleodotto negli Stati Ue che, «a causa della loro situazione geografica, soffrono di una specifica dipendenza dalle forniture russe e non hanno alternative valide». È il provvedimento su misura per l’Ungheria.

Ancora, il pacchetto prevede l’esclusione dal sistema Swift di altri tre istituti di credito russi (Sberbank, Banca di credito di Mosca e Banca agricola russa) e della Banca bielorussa per lo sviluppo e la ricostruzione. Per contrastare la propaganda, non potranno più essere visti dall’Europa altri tre canali statali russi (Rossiya Rtr/Rtr Planeta, Rossiya 24/Russia 24 e TV Center International), ma i media e i loro giornalisti potranno svolgere attività nell’Ue diverse dalla radiodiffusione. Introdotte nuove restrizioni all’esportazione di beni e tecnologie, in particolare di quelle che servono ai settori difesa e sicurezza; divieto di fornire servizi di contabilità, pubbliche relazioni e consulenza, nonché servizi cloud alla Russia. Sanzionati altri individui ed entità: «I responsabili delle atrocità commesse dalle truppe russe a Bucha e Mariupol, personalità che sostengono la guerra, importanti uomini d’affari e familiari di oligarchi quotati e funzionari del Cremlino, nonché società della difesa e un’organizzazione finanziaria».

Nella nota non si specificano i nomi, ma è di dominio pubblico che il patriarca Kirill sia stato escluso dalla lista dei sanzionati, a seguito delle pressioni esercitate dal premier ungherese Viktor Orban in sede di Consiglio. La nota ufficiale termina ribadendo la condanna risoluta dell’Ue alla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina e l’impegno «ad aiutare l’Ucraina a esercitare il suo diritto intrinseco all’autodifesa contro l’aggressione russa e a costruire un futuro pacifico, democratico e prospero».

3 giugno 2022