Guerra Israele – Hamas: Msf chiede alla premier Meloni un’iniziativa umanitaria

Lettera di 18 operatori italiani, medici, infermieri, psicologi, logisti, che dal 7 ottobre hanno lavorato «nell’inferno di Gaza». Tra gli obiettivi indicati, il cessate il fuoco

«I bombardamenti israeliani hanno colpito la popolazione oltre ogni misura. A Gaza manca tutto: l’acqua, il cibo, lo spazio, le cure. Il sistema sanitario è al collasso e la sproporzione tra i bisogni umani e la capacità di intervenire è immane. Si vive sotto attacco, nel totale annichilimento di ogni regola di condotta delle ostilità, mentre gli ostaggi sono ancora dolorosamente lontani dai loro cari». Inizia così la lettera indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni da 18 operatori e operatrici italiani di Medici senza frontiere (Msf), medici, infermieri, psicologi, logisti, «che dal brutale attacco di Hamas del 7 ottobre hanno lavorato nell’inferno di Gaza o supportato l’azione medico-umanitaria dalla Cisgiordania o dall’Egitto».

Nelle parole dei firmatari, «quello che abbiamo visto è difficile da accettare. Le persone – proseguono – sopravvivono tra le macerie, cercando i propri cari o un disperato aiuto. Le loro ferite sono devastanti. A Gaza si muore per qualsiasi cosa, perché il sistema sanitario è al collasso ed è impossibile portare aiuti adeguati». Oltre un milione, riferiscono, i civili allo stremo, mentre «i più elementari principi di umanità e solidarietà sono totalmente calpestati».

Di fronte a questa «catastrofe», Msf chiede al governo italiano di farsi promotore di «un’iniziativa umanitaria concreta e ambiziosa, richiamando i leader europei e dei governi del G7 intorno a 5 cruciali obiettivi». Il primo: «Ottenere un immediato e prolungato cessate il fuoco nella Striscia di Gaza», quindi «garantire la protezione dei civili, interrompendo ogni forma di sostegno, incluso l’invio di armi, alle operazioni militari e all’assedio di Gaza e pretendendo il pieno rispetto del diritto internazionale umanitario». E ancora, «assicurare l’assistenza umanitaria alla popolazione, garantendo supporto e accesso sicuro e incondizionato agli aiuti necessari, incluse le forniture mediche e alimentari per affrontare il rischio di carestia; porre fine agli attacchi contro ospedali e strutture sanitarie, che colpiscono i pazienti e il personale medico e mettono a rischio l’intera popolazione; infine «agevolare le evacuazioni mediche di feriti e pazienti che richiedono cure complesse non disponibili a Gaza, senza pregiudicare il loro diritto al ritorno».

Gli operatori di Msf fanno appello direttamente alla leadership di Meloni «su ciascuno di questi 5 obiettivi, perché ogni risultato concreto si tradurrà in vite salvate e sofferenza risparmiata». Chiedono quindi nuovamente la disponibilità del governo italiano a un incontro, «più volte sollecitato, per discutere sui contenuti proposti nella lettera».

28 maggio 2024