Haiti: «Gioia» dei vescovi per la liberazione dei religiosi rapiti «ma l’ora resta grave»

Il grazie della Conferenza episcopale «a tutti coloro che ci hanno accompagnato in questi momenti di grande disagio». L’esortazione alla vigilanza e l’invito alla preghiera

A pochi giorni dalla liberazione dei religiosi cattolici rapiti ad Haiti, avvenuta venerdì scorso 30 aprile, dopo una prigionia lunga 20 giorni, la Conferenza episcopale haitiana (Ceh) affida a una nota – diffusa ieri, 4 maggio – la «gioia» della Chiesa locale ma, avverte, «l’ora resta grave». E chiede ai fedeli una preghiera straordinaria in occasione della Pentecoste.

Il ringraziamento dei vescovi va «a tutti coloro che ci hanno accompagnato in questi momenti di grande disagio. Molti segni ed espressioni di vicinanza ci sono stati inviati», scrivono, esprimendo la loro gratitudine a quanti, nel Paese e all’estero, hanno espresso solidarietà alla Chiesa haitiana e alla sua lotta «per arginare il male che turba la pace e la serenità sociale, personale e interiore». Purtroppo, si legge ancora nel testo, «assistiamo con grande dolore e sofferenza all’impotenza di alcuni, all’indifferenza di altri e al silenzio complice di alcuni funzionari nell’affrontare i rapimenti, il proliferare delle gang». Il risultato: «La popolazione viene abbandonata a se stessa, in particolare di fronte a questo fenomeno dei sequestri di persona».

Di qui, l’esortazione al «popolo di Dio» alla «vigilanza, alla prudenza e a tenere accesa la lampada della preghiera, per la liberazione del nostro Paese». Per questo, la Ceh invita tutte le parrocchie alla celebrazione di una Messa di ringraziamento e intercessione, con il canto del Te Deum, giovedì 6 maggio. Nello stesso tempo, i presuli esortano alla preghiera del Rosario in chiesa, in famiglia, nei quartieri, durante il mese di maggio, da scandire con una vera e propria maratona di preghiera, e alla partecipazione alla novena dello Spirito Santo, dal 13 al 22 del mese.

L’annuncio della liberazione dei religiosi ancora nelle mani dei sequestratori – i primi 3 erano stati liberati il 23 aprile – è arrivato dai sacerdoti di Saint-Jacques, l’istituto missionario di cui fanno parte. «Abbiamo trovato i nostri confratelli, le suore e i membri della famiglia di padre Jean Arnel Joseph in buona salute»: questa la comunicazione, affidata a una nota stampa diffusa venerdì 30 aprile. Nessuna informazione sul fatto che sia stato pagato o meno un riscatto. Le vittime erano state rapite, domenica 11 aprile, nella città di Croix-des-Bouquets, vicino alla capitale haitiana di Port-au-Prince, proprio mentre si dirigevano verso la parrocchia di Galette Chambon, a Ganthier, per partecipare all’insediamento come parroco di padre Jean Arnel Joseph.

5 maggio 2021