I giovani e il mondo del lavoro, tra passione e vulnerabilità

Presentata nella sede dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e dell’Università Europea di Roma la ricerca realizzata dal gruppo Value@Work, promossa dall’Istituto di Studi superiori sulla donna

Dal mondo del lavoro si aspettano di poter coltivare le proprie passioni (oltre il 34%), di trovare un lavoro sfidante con possibilità di crescita (oltre il 21%), di trovare un lavoro che dia sicurezza e stabilità (oltre il 18%). Sono i giovani al centro della ricerca presentata oggi, 18 aprile, nella sede dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e dell’Università Europea di Roma, realizzata dal gruppo Value@Work e promossa dall’Istituto di Studi  superiori sulla donna del Regina Apostolorum in collaborazione con l’Università Europea di Roma, dedicata proprio al tema “I giovani e il mondo del lavoro”.

«Come ValueWork abbiamo deciso di investire sui giovani perché siamo convinti che la loro vulnerabilità per le criticità del contesto in cui vivono sono allo stesso tempo un’opportunità per la loro crescita. Se vogliamo costruire un futuro più sostenibile dobbiamo guardare ai giovani come i pilastri e protagonisti del futuro. Ascoltarli, prenderli sul serio, costruire con loro e insieme a loro», ha spiegato Marta Rodriguez, direttrice dell’Istituto di Studi superiori sulla donna e presidente Value@Work. A fornire una lettura sintetica dei dati è Adele Ercolano, coordinatrice dello stesso Istituto, che evidenzia che «coltivare le proprie passioni è ancora più rilevante per gli studenti di Psicologia, rispetto a Giurisprudenza ed Economia. Nelle aziende una maggioranza dominante si aspetta di valorizzare la propria crescita professionale». Ancora, le ragazze, osserva la ricercatrice, «hanno prevalentemente l’attesa di poter formare una famiglia tra i 25-30 anni (più del 50%). Questo dato è coerente con la scelta universitaria e la tipologia di settore nel quale pensano di operare».

Volgendo lo sguardo dalla parte di chi assume, «è stato analizzato il fabbisogno delle organizzazioni»: un campione pilota limitato a  circa 30 imprese che hanno interazioni con l’Università Europea di Roma. «Per aumentare la presenza dei giovani nel mondo del lavoro il tema che primeggia è la richiesta di abbassamento dei costi del lavoro, insieme all’investimento in formazione professionale», illustra Stefania Celsi, consigliere dell’Istituto e membro di Value@Work. «Abbiamo chiesto alle aziende quali potenziali rinunce o “sacrifici” dovrebbero fare i giovani secondo il punto di vista delle imprese per inserirsi con successo nelle organizzazioni, e quali ulteriori competenze l’Università dovrebbe favorire al di là di quelle accademiche – aggiunge -; la risposta più ricorrente è arricchire il percorso anche con le esperienze extra-curriculari, in particolare all’estero, e conseguire sempre maggiori specializzazioni».

A tirare le somme, Silvia Profili, associato di Organizzazione aziendale dell’Università Europea di Roma. «Sappiamo quanto i valori siano importanti nella scelta del proprio percorso professionale e dell’employer of choice – dichiara  -. I risultati suggeriscono che la sicurezza, la stabilità e l’attenzione al work-life balance rappresentano i principali fattori che gli studenti ricercano nel contesto di lavoro».

18 aprile 2018