I giovani e lo smartphone, via d’accesso al «mare infinito» della rete

Il vice direttore del Corriere della Sera Aldo Cazzullo ha presentato nella parrocchia dei Sacri Cuori di Gesù e Maria “Metti via quel cellulare”, il libro scritto insieme ai figli Francesco e Rossana

Non un telefono ma «un trampolino da cui gettarsi nel mare infinito della rete». Aldo Cazzullo, vice direttore del Corriere della Sera oltre che padre di Francesco e Rossana, spiega così il modo in cui i giovani intendono e usano oggi il cellulare, davanti alla platea che lo ascolta nella sala teatrale della parrocchia dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, al Nuovo Salario, dove è intervenuto ieri sera, 22 marzo, per presentare il suo libro intitolato appunto “Metti via quel cellulare”, da qualche mese nelle librerie. Una serata inserito nell’ambito degli “Incontri con l’Autore” promossi dal Settore adulti dell’Azione cattolica di Roma. Al suo fianco come moderatore Vittorio Sammarco, docente di Giornalismo alla facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università Pontificia Salesiana.

Prende come spunto il titolo del suo libro, Cazzullo, per evidenziare che quella frase è oggi «la più pronunciata da un genitore nei confronti di un figlio» ma «è anche la più vana». I più giovani infatti «difficilmente “mettono via quel cellulare” e il motivo, spiega attingendo alla sua esperienza di padre, è proprio nel diverso modo di “interpretare” questo strumento. «Noi genitori – le parole dello scrittore – abbiamo comprato il telefono ai nostri figli affinché ci rispondessero e fossero sempre reperibili. Invece non ci rispondono mai. Questo perché per loro il cellulare non è un telefono ma un trampolino da cui gettarsi nel mare infinito della rete». A segnare il divario generazione dunque c’è da una parte l’idea dello smartphone come via d’accesso al mondo della condivisione, dall’altra l’idea di sempre del telefono come strumento di dialogo.

Nel volume le voci di padre e figli – coautori del libro – si alternano dando le rispettive posizioni su questioni che vanno dalla diffusione di immagini osé alla trasformazione del bullismo in cyber-bullismo, dall’apparente gratuità di musica e film all’accesso a miliardi informazioni, fino all’invasività della tecnologia in ogni aspetto della vita. «Questioni interpretate ognuna con un atteggiamento più scettico nei confronti del futuro da parte mia – confessa Cazzullo – e più fiducioso da parte di Francesco e Rossana; ma senza che l’uno prevalga sugli altri», ed evidenziando invece quella complementarietà tipica di quando due generazioni guardano a un unico mondo: entrambe tendono ad “assolvere” il loro atteggiamento  verso le novità con argomenti opposti ma entrambi veri. Oggi, nell’epoca delle intelligenze artificiali, non poteva che essere ancora una volta così. Con l’aggiunta di una riflessione, esplicita nel libro, che Cazzullo pone come un monito agli adulti e ai ragazzi in sala: «Siamo entrati in un’era grandiosa e terribile della storia: quella della riproducibilità tecnica della vita. E sarà importante che sia ancora l’uomo a continuare a dominare la tecnologia, e non la tecnologia a diventare padrona dell’uomo».

 

23 marzo 2018