“I migliori giorni”: una regia a due

La pellicola, nelle sale dal 1° gennaio, porta la firma di Edoardo Leo e Massimiliano Bruno. Quattro episodi, per raccontare un pezzo della nostra storia dove si ride del nostro peggio ma si guarda al meglio

C’è stato un periodo (più o meno negli anni Sessanta del secolo scorso) in cui molto cinema italiano si reggeva sui film a episodi. Più storie cioè raccontate nello stesso film, o con un regista unico (tipo I mostri di Dino Risi, 1963) o con registi differenti (tipo Capriccio all’italiana, sei registi, 1967). Questa narrazione a un certo punto è scomparsa perché, cambiato il pubblico, era passata di moda. Ma nei momenti di crisi il passato ritorna sempre a galla, ed eccoli di nuovo in auge, grazie a I migliori giorni, nelle sale italiane dal 1° gennaio scorso.

Si tratta di un film in quattro episodi, quattro giornate del calendario, diventate appuntamenti rituali nell’ambito di feste e ricorrenze, con sguardo su momenti di vita quotidiana che sconfinano nei sentimenti e nelle professioni. I “migliori giorni” sono dunque, nell’ordine di svolgimento, la vigilia di Natale, la notte di Capodanno, San Valentino e l’8 marzo. Ogni episodio svolge il relativo tema con un andamento all’inizio calmo e poi spostato su un crescendo di scintille sempre più serrato. In Vigilia di Natale, una donna sposata con marito e figlia piccola invita a cena i suoi due fratelli, Alessandro e Luca, su posizioni opposte rispetto al problema del vaccino. In Notte di Capodanno l’imprenditore Bruno partecipa con moglie e figlia a una cena a favore dei più bisognosi. Ha in programma di venire via presto ma la presenza di una fotoreporter impicciona e l’arrivo di un ex autista di Bruno, a suo tempo da lui licenziato, fa precipitare tutta la serata. In San Valentino Gianni si trova a dover condividere la festa tra la moglie Sonia e l’amante Clarissa. E l’imbarazzo finisce per prevalere. In 8 marzo Margherita, conduttrice televisiva, ha il compito non gradito di scusarsi con i telespettatori per un servizio andato in onda il giorno prima che metteva in cattiva luce le donne.

Edoardo Leo è regista degli episodi 1 e 3; Massimiliano Bruno degli altri due. Il film si propone con un tono molto accattivante. I quattro episodi si muovono lungo una direzione che recupera certo cinismo e certa cattiveria degli esempi suddetti. L’obiettivo sembra essere quello di parlare del nostro quotidiano, mettendo in luce il brutto nascosto in ogni singola situazione senza arrivare a una conclusione sicura. Se nei finali la scrittura mostra qualche incertezza, si può dire che di più convincono gli attori, con prestazioni in grado di offrire credibilità alla situazioni rappresentate: Anna Foglietta, Max Tortora, Paolo Calabresi, Luca Argentero, Valentina Ludovini, Claudia Gerini, Stefano Fresi, Greta Scarano… Film corale, che dai quattro segmenti trova lo slancio per raccontare un pezzo della nostra storia dove si ride del nostro peggio ma si guarda al meglio.