I ragazzi dell’Acr in Carovana da Papa Leone
La tradizionale iniziativa per la pace, nell’ultima domenica di gennaio. Il pontefice: «Grazie perché aiutate gli adulti a guardare il mondo da un’altra prospettiva. Siate operatori di pace ovunque»
Né la pioggia né il freddo hanno fermato la Carovana della pace organizzata dai ragazzi dell’Azione cattolica (Acr) di Roma. Ieri, 25 gennaio, per gli accierrini era più urgente urlare pace con tutto il fiato che avevano in gola. Hanno sfilato per le strade del centro partendo dalla chiesa di San Giovanni de’ Fiorentini, dove la mattinata è iniziata con la Messa presieduta dal cardinale vicario Baldo Reina, il quale si è poi messo in cammino con i ragazzi. Al ritmo di tamburelli hanno cantato, scandito slogan, sventolato cartelloni colorati mentre attraversavano i giardini di Castel Sant’Angelo e via della Conciliazione, con il cielo che si rasserenava man mano che si avvicinavano a piazza San Pietro per l’Angelus con Papa Leone XIV.
Qualcuno ci ha visto un segno, una sorta di premio alla fermezza di oltre 2.300 ragazzi, provenienti da parrocchie di ogni settore della diocesi, che hanno partecipato all’annuale appuntamento con i loro genitori, educatori e sacerdoti. Sono arrivati anche gruppi da Follonica e dalla diocesi di Velletri, scout, giovani appartenenti alla Caritas e a Pax Christi. Leone, al quale è stata consegnata una lettera che spiega la storia della Carovana della pace, li ha salutati «con affetto». Li ha ringraziati perché con il loro esempio aiutano gli adulti «a guardare il mondo da un’altra prospettiva: quella della collaborazione tra persone e popoli diversi. Grazie – ha detto il vescovo di Roma -. Siate operatori di pace a casa, a scuola, nello sport, dappertutto. Non siate mai violenti, né con le parole né con i gesti. Mai. Il male si vince solo con il bene». Ha quindi chiesto preghiere per l’Ucraina, il Medio Oriente e per «ogni regione dove purtroppo si combatte per interessi che non sono quelli dei popoli. La pace si costruisce nel rispetto dei popoli».
A differenza degli altri anni, accanto al Papa non si sono affacciati bambini. Il messaggio di pace rivolto idealmente ai potenti del mondo è stato letto da Marta e Marco dal palco allestito in piazza San Pietro. «La guerra ci rende tutti più infelici. È importante iniziare da noi, evitando di usare parole cattive», hanno detto.
La Carovana è l’annuale invito a essere «persone di pace a casa, a scuola, con gli amici» aveva ribadito il cardinale Reina durante la Messa, mettendo in guardia i ragazzi dalla violenza che «è ovunque, anche tra i giovanissimi. Non abituiamoci ai gravissimi fatti che accadono anche nella nostra città. Dobbiamo avere il coraggio di dire che questa mentalità non ci piace». Dal cardinale l’invito a pregare affinché tacciano le armi nei 56 Paesi dilaniati dalle guerre. Una esortazione subito colta da una bambina che, uscendo dalla chiesa, con tono che non ammetteva repliche, ha detto alla mamma: «Da stasera preghiamo per la pace nel mondo». Una scena che fa tornare in mente le parole pronunciate poco prima da don Alfredo Tedesco, assistente diocesano dell’Acr, secondo il quale «i bambini sono un bellissimo segno di speranza». La loro voce è «un richiamo fondamentale agli adulti – afferma Annamaria Bongio, responsabile nazionale Acr -. Vivono la dimensione della pace, quindi sono portatori di pace».
Per il presidente dell’Azione cattolica di Roma Marco Di Tommasi, la Carovana «è un percorso non solo di testimonianza ma anche di formazione perché resta nei cuori di chi partecipa. Noi possiamo incidere poco sulle guerre, ma possiamo trasmettere ai bambini un messaggio di pace e di riconciliazione». Un insegnamento ai più piccoli, che «al contempo hanno davvero tanto da insegnare ai grandi – dice il responsabile diocesano Acr Alessio Maurizi pensando al saluto di Papa Leone -. Il nostro obiettivo è che la Carovana diventi uno stile di vita». Per Agnese Palmucci, vice presidente per il settore Giovani della diocesi, «la purezza dei bambini ci ricorda che nell’essere umano c’è questo profondo desiderio di fraternità e di amicizia».
Le offerte raccolte durante la Carovana, ricorda la segretaria dell’associazione diocesana Chiara Sancin, andranno a sostegno di «due progetti. Il primo riguarda le attività della Custodia di Terra Santa, ed è stato proposto dall’Azione cattolica italiana. L’altro, a livello diocesano, sosterrà gli Empori della carità promossi dalla Caritas». Il direttore di Caritas Roma Giustino Trincia, nel ringraziare, ha precisato che «la povertà alimentare a Roma cresce. Questo è un richiamo alla solidarietà e ci invita a impegnarci per sconfiggerla».
26 gennaio 2026







