I vescovi del Regno Unito contro la legge sul suicidio assistito

Sherrington (settore Vita): «Un attacco senza precedenti contro la santità della vita». Il 22 ottobre la seconda fase dell’iter, alla Camera dei Lord

Scrive direttamente ai 5 milioni di cattolici inglesi il vescovo John Sherrington, responsabile del settore Vita per la Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, chiedendo di pregare perché la legislazione sul suicidio assistito venga sconfitta e di scrivere ai Lord spiegando perché si oppongono alla legislazione, usando anche esperienze personali. La legge infatti – che aveva iniziato il suo iter alla Camera alta del Parlamento britannico lo scorso maggio – propone che ad essere aiutati a morire siano adulti malati in stato terminale, sani di mente, che potranno scegliere come e dove morire. A dare il via libera alla loro richiesta saranno due medici e un giudice dell’Alta corte.

La seconda fase del processo legislativo prenderà il via il 22 ottobre, quando i Lord inizieranno a discutere la legge che verrà presentata dalla baronessa Meacher. «Ci troveremo ad affrontare un attacco senza precedenti contro la santità della vita», scrive Sherrington. Anche se per entrare in vigore la legislazione deve essere approvata dalla Camera di Comuni infatti è molto preoccupante che la Camera alta discuta l’argomento che riceve, così, molta pubblicità sui media britannici. L’ultimo tentativo di legalizzare il suicidio assistito in Gran Bretagna risale al 2015 quando la legge Marris venne sconfitta alla Camera dei Comuni, con 330 voti contro 118.

9 settembre 2021