I vescovi Ue: l’aborto «non potrà mai essere diritto fondamentale»

Dichiarazione della presidenza Comece alla vigilia del voto del Parlamento europeo. «Lavoriamo per un’Europa dove le donne possano vivere la maternità liberamente»

«L’aborto non potrà mai essere un diritto fondamentale». Lo ribadiscono i vescovi della presidenza Comece (Commissione degli episcopati dell’Unione europea), in una dichiarazione che porta la data di oggi, 9 aprile, rilasciata in vista del voto dell’assise Ue sulla “Risoluzione sull’inclusione del diritto all’aborto nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea” (2024/2655 RSP), in programma per giovedì 11 aprile.

«L’aborto – si legge nel testo – non potrà mai essere un diritto fondamentale. Il diritto alla vita è il pilastro fondamentale di tutti gli altri diritti umani, in particolare il diritto alla vita delle persone più vulnerabili, fragili e indifese, come il bambino non ancora nato nel grembo della madre, il migrante, l’anziano, la persona con disabilità e i malati». Per i vescovi europei dunque «la promozione delle donne e dei loro diritti non è collegata alla promozione dell’aborto. Lavoriamo per un’Europa dove le donne possano vivere la maternità liberamente e come un dono per loro e per la società e dove essere madre non sia in alcun modo una limitazione per la vita personale, sociale e professionale», scrivono. Al contrario – è la tesi dei vescovi Ue – «promuovere e facilitare l’aborto va nella direzione opposta alla reale promozione delle donne e dei loro diritti».

Nella dichiarazione, indirizzata ai membri del Parlamento europeo e ai cittadini europei, i firmatari citano il documento “Dignitas infinita” sulla dignità umana, presentato ieri, 8 aprile, dal dicastero per la Dottrina della Fede, prima di rivolgere lo sguardo a tutti i Paesi membri dell’Ue affermando che «l’Unione europea deve rispettare le diverse culture e tradizioni degli Stati membri e le loro competenze nazionali. L’Unione Europea non può imporre ad altri, dentro e fuori i suoi confini, posizioni ideologiche sulla persona umana, sulla sessualità e sul genere, sul matrimonio e sulla famiglia, e così via».

A parere dell’episcopato cattolico europeo, «la Carta dei diritti fondamentali dell’Ue non può includere diritti che non sono riconosciuti da tutti e che creano divisione. Non esiste un diritto riconosciuto all’aborto nel diritto europeo o internazionale, e il modo in cui questa questione viene trattata nelle Costituzioni e nelle leggi degli Stati membri varia considerevolmente». Di qui l’invito a tenere in considerazione il preambolo della Carta laddove si afferma che la Carta deve rispettare «la diversità delle culture e delle tradizioni dei popoli d’Europa», così come «le tradizioni costituzionali e gli obblighi internazionali comuni agli Stati membri».

9 aprile 2024