Il Bambino Gesù apre le porte ai bambini della Libia

Siglato l’accordo con l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), che consentirà a 25 pazienti pediatrici non curabili nel loro Paese di essere assistiti nell’Ospedale pediatrico romano

Rientra nell’ambito del progetto della cooperazione italiana “Intervento di emergenza a favore di bambini libici affetti da gravi patologie”, l’accordo siglato ieri, 7 aprile, tra Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) e Ospedale pediatrico bambino Gesù. Del valore di 2,425 milioni di euro, consentirà a 25 pazienti pediatrici non curabili in Libia di essere assistiti dalla struttura della Santa Sede. I giovani malati, che saranno accompagnati in Italia da un genitore o tutore legale, riceveranno qui cure sanitarie, assistenza sociale e psicologica e potranno seguire percorsi scolastici adeguati ai loro bisogni. La presenza di mediatori culturali di lingua araba faciliterà una corretta comunicazione fra i giovani pazienti, i loro familiari e il personale della struttura sanitaria.

Nelle parole del direttore di Aics Luca Maestripieri, «l’accordo conferma l’efficacia di una partnership frutto della sinergia fra l’impegno umanitario e un’eccellenza sanitaria italiana come quella dell’Ospedale Bambino Gesù». La struttura ospedaliera, ha aggiunto, «si farà carico anche dei controlli clinici, come ad esempio i Day Hospital, e parteciperà alle spese con il suo contributo organizzativo, logistico, di mediazione culturale e di supporto agli accompagnatori dei pazienti in cura. A ciò si aggiunge il contributo della sede Aics di Tunisi, del Maeci e dell’ambasciata di Tripoli,  che collaborano attivamente al progetto. Sono tutti presupposti che mi rendono particolarmente fiducioso che questo nuovo Accordo riuscirà a raggiungere i risultati auspicati – conclude – e, ciò che più conta, potrà dare una nuova vita a 25 giovani pazienti libici».

Da parte della presidente del Bambino Gesù Mariella Enoc anzitutto il ringraziamento all’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo e al vice ministro degli Affari esteri e cooperazione internazionale Marina Sereni «per questa nuova iniziativa che ci permette di accogliere altri 25 bambini libici con gravi patologie insieme alle loro famiglie. Mentre a livello internazionale conflitti insensati e cruenti, disastri climatici e aumento delle povertà segnano con i propri effetti proprio i più piccoli e indifesi – prosegue -, avvertiamo con rinnovata urgenza la responsabilità di offrire disponibilità ai “figli del mondo” che hanno bisogno della nostra capacità di cura e di accoglienza».

I pazienti verranno identificati tramite l’ambasciata d’Italia a Tripoli e in stretto coordinamento con gli ospedali pediatrici locali di riferimento (Tripoli, Benghasi, Sebha e Kufra). Verranno presi in carico i pazienti affetti da patologie gravi per cui si richiedono cure salvavita di estrema urgenza in settori di eccellenza del Bambino Gesù, le cui cartelle cliniche verranno condivise con il personale dell’ospedale romano. L’ambasciata stessa fornirà anche un punto di contatto presso l’ospedale locale di riferimento del paziente, con cui i medici del Bambino Gesù potranno interloquire per la presa in carico e le cure del paziente nonché per le cure sanitarie necessarie in seguito al rientro in Libia.

L’iniziativa, informano dall’ospedale pediatrico della Santa Sede, è il risultato di una partnership avviata nel 2019, per volontà del Maeci con la firma di un accordo fra Aics e Bambino Gesù che ha consentito, a oggi, di offrire cure a 12 giovani libici con patologie onco-ematologiche presso lo stesso ospedale.

8 aprile 2022