Il Cammino di Santiago, esperienza che «ha cambiato tutti»

Il racconto del pellegrinaggio vissuto ad agosto da 36 ragazzi romani grazie all’iniziativa del Servizio per la pastorale giovanile: 122 chilometri – l’itinerario inglese – e il dono della fraternità

È trascorso quasi un mese ma dai racconti dei giovani pellegrini a Santiago de Compostela emergono emozioni palpabili e contagiose. Testimonianze di un’esperienza «indubbiamente faticosa, ma decisamente da ripetere e da consigliare». 36 i ragazzi romani che dal 29 luglio al 10 agosto hanno partecipato al Cammino di Santiago promosso dal Servizio diocesano per la pastorale giovanile con l’Opera romana pellegrinaggi, in concomitanza con il pellegrinaggio europeo dei giovani e della Giornata europea dei giovani svoltasi il 6 e 7 agosto. Nei 122 chilometri del Cammino inglese percorsi, da Ferrol a Santiago per proseguire fino a Finisterre, per le strade assolate che costeggiano l’oceano o tagliano campi sterminati, nonostante la stanchezza fisica si è instaurato «un forte legame fraterno che non ha coinvolto solo i ragazzi. Io stesso mi sono sentito parte di un cammino comune con gli altri consacrati», dice don Alfredo Tedesco, direttore del Servizio diocesano per la pastorale giovanile, al suo primo Cammino di Santiago. Con lui anche padre Daniele Canali, della parrocchia Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo, don Vincenzo Perrone, diacono seminarista della parrocchia San Giovanni XXIII, suor Begonia e suor Imma, religiose agostiniane. «Il Cammino ha cambiato tutti – prosegue don Alfredo -. Nei vari tragitti ho rivissuto l’immagine spesso evocata da Papa Francesco del pastore che cammina avanti, in mezzo e dietro al suo gregge. I ragazzi sono stati eccezionali e abbiamo assistito all’inizio di un cammino di conversione di giovani che si erano iscritti al pellegrinaggio solo per curiosità e che avevano pregiudizi sulla Chiesa e sulla fede. Nonostante ciò non hanno rifiutato gli input spirituali e hanno sperimentato la bellezza della vita fraterna».

Tra i partecipanti c’era Giorgia, 22 anni compiuti il 29 luglio, giorno della partenza. Animatrice nell’oratorio della parrocchia Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo – dalla quale provenivano altri sette pellegrini -, parla di «un’esperienza intensa». Ripensa al canto “Vida en abundancia” che le suore agostiniane hanno insegnato ai ragazzi e in particolare la strofa “camminare insieme come fratelli, sostenersi a vicenda”. «In questa frase c’è l’essenza del Cammino – afferma -. Per 13 giorni abbiamo camminato come fratelli anche se ci eravamo conosciuti da poche ore. Nei momenti di condivisione abbiamo parlato di esperienze molto personali che in altre circostanze non avremmo mai esternato. Durante le varie tappe si tenevano passi di marcia diversi e abbiamo così sperimentato la libertà di ognuno. La libertà di poter pregare, di pensare serenamente alla propria vita, di ammirare il paesaggio, il tutto restando sempre uniti». Anche Gabriele ha festeggiato il compleanno durante il pellegrinaggio. Ha 19 anni e appartiene alla parrocchia di San Giovanni Crisostomo. «La semplicità del camminare nel silenzio contemplando la bellezza della natura mi ha aiutato a riscoprire l’essenzialità della preghiera – osserva -. È stato bellissimo vivere la fede in un clima comunitario. Mi ha colpito come sia possibile vivere tanti diversi stati d’animo nella stessa giornata. Abbiamo unito la spiritualità della celebrazione eucaristica con la fatica del cammino, momenti di riflessione con momenti di festa».

6 settembre 2022