Il Consiglio Onu rinvia ancora il voto su Gaza

Aumenta intanto il bilancio dei morti nella Striscia: superate le 20mila vittime; oltre 53mila i feriti. Dalla bozza della risoluzione sarebbe sparita la «fine immediata» dei combattimenti. Rimasta la richiesta di «misure urgenti» per garantire l’accesso umanitario

Al Consiglio di sicurezza Onu ancora un nulla di fatto per quanto riguarda la risoluzione su Gaza: voto rinviato, riferiscono fonti diplomatiche. Nell’ultima bozza, informa Afp, sarebbe sparita la clausola della «fine immediata» dei combattimenti e sarebbe invece rimasta la richiesta di «misure urgenti per consentire immediatamente un accesso umanitario sicuro e senza ostacoli e per creare le condizioni per una cessazione sostenibile delle ostilità». Washington invece era pronto a «sostenere la bozza così come era scritta», ha fatto sapere l’ambasciatrice Usa all’Onu Linda Thomas-Greenfield.

Aumenta intanto il bilancio dei morti nella Striscia: raggiunta quota 20.057; 53.320 i feriti. Lo ha annunciato il ministero della Salute palestinese sui suoi profili social, specificando che nelle ultime 48 ore le vittime sono state 90 vittime e 734 i feriti. Ferma la posizione di Hamas: nessun dialogo se non dopo la fine dell’«aggressione» israeliana. Rifiutata infatti la proposta di Israele di una settimana di tregua in cambio della liberazione di 40 ostaggi.

L’esercito di Israele informa che, dopo 17 ore di calma relativa, sono tornate a suonare le sirene di allarme antiaereo nelle aree al confine con il Libano. Dall’altra parte del fronte, a Gaza stanno riprendendo gradualmente le comunicazioni telefoniche e i servizi internet, dopo il blackout degli ultimi giorni, ma non ancora in tutte le zone della Striscia. E continuano le operazioni nel sud della Striscia di Gaza, in particolare a Khan Yunis, dove l’esercito ha scoperto «numerose armi all’interno di una residenza, inclusi ordigni esplosivi, munizioni ed equipaggiamento militare», ha riferito il portavoce militare. Colpita una cellula di Hamas, ha aggiunto, «responsabile di aver piantato bombe vicino ai soldati».

Sempre a Khan Yunis è stato rinvenuto dalle truppe «un rapporto inviato al Comando della Brigate di Hamas del luogo in cui si mostrano le spese per il 2022», in cui «oltre 1 milione di dollari» è andato per la fabbricazione di porte e per l’acquisto di cemento. Ancora, ha continuato il portavoce, a sud di Gaza City, nel villaggio di Juhor ad-Dik, è stato scoperto «un deposito di armi e lanciarazzi a lungo raggio utilizzati nei recenti attacchi contro Israele». Localizzate anche armi, proiettili e ordigni esplosivi, sempre a sud della città, in una residenza adiacente a un asilo.

22 dicembre 2023