Il Forum famiglie alle donne iraniane: «Non siete sole!»

L’appello per chiedere la fine delle violenze fisiche e culturali che si perpetuano in Iran: «Non si può essere arrestate, per poi morire, per una ciocca di capelli fuori posto»

«Donne iraniane, non siete sole!». Inizia così, con una presa di posizione forte accanto alle vittime, l’appello delle donne e degli uomini del Forum famiglie di fronte alle violenze fisiche e culturali che da molti mesi si perpetuano in Iran nei confronti delle donne. «Non si può essere arrestate, per poi morire, a causa di una ciocca di capelli fuori posto sotto il velo. Non si può essere vittime, ancora oggi, di matrimoni forzati (profondi e sofferenti, da far venire i brividi, sono gli occhi delle spose-bambine), stupri impuniti», si legge nel testo. E ancora: «È intollerabile essere schiave di lavori disumani, di tratte; non si può essere condannate “all’analfabetismo”. Tante e troppe sono le discriminazioni, gli abusi e le ingiustizie che nell’epoca attuale molte donne in diverse parti della Terra subiscono sulla loro pelle silenziosamente».

Lo dimostrano i fatti. Basti pensare che mentre «da un lato nei Paesi civili sempre più donne faticosamente e meritatamente conquistano ruoli di prestigio e riescono ad occupare spazi che fino a pochi anni fa erano riservati ai soli uomini, dall’altro diversi sono i Paesi in cui anche solo la strada verso la conquista della libertà, del rispetto e della tutela dei diritti del mondo femminile è totalmente al palo». Ora però, commentano dal Forum, «il grido di dolore che si è levato in questi giorni tra le donne e gli uomini iraniani mobilitatisi per far ascoltare la loro voce di protesta dopo la morte della ventiduenne Mahsa Amini è giunto fino a noi, togliendoci il fiato: colpiscono profondamente le immagini di ragazze e giovani che, letteralmente stremate da una irragionevole compressione dei loro diritti, sfidano il regime per il sacrosanto riconoscimento delle loro libertà – rilevano -. Tocca e commuove, soprattutto, il loro grande coraggio di rischiare persino la vita. E il pensiero va ad Alessia Piperno, la nostra connazionale arrestata e a tutti coloro che si sono uniti a sostegno delle iraniane. No, non si può restare a guardare».

Basta la dimensione della quotidianità per rendersene conto. «Nel momento in cui osserviamo una nostra figlia studiare, lavorare, formarsi, esprimere desideri e aspettative, parlare di futuro, sognare, vestirsi liberamente – prosegue il testo dell’appello -, pensiamo che contemporaneamente ci sono luoghi in cui molte sono le donne a cui anche il solo decidere “cosa indossare e come” è negato e a loro va tutto il nostro sostegno, la nostra solidarietà». Di qui la scelta di unirsi al «coro di appelli che si stanno susseguendo in questi giorni per chiedere a gran voce il riconoscimento e la tutela della libertà di queste donne, cittadine degne del mondo come noi e come noi, quindi, con il diritto di esprimersi, realizzarsi e formarsi in alleanza con l’universo maschile. Chiediamo che il dialogo tra le parti e l’ascolto dei giovani manifestanti prendano il posto delle ostilità, della violenza, della chiusura – le parole del Forum famiglie -; auspichiamo che a livello internazionale si cooperi affinché queste nostre madri, sorelle, figlie abbiano la possibilità di contribuire a costruire, attraverso idee, conoscenze, talenti ed azioni, un mondo migliore». Si tratta di mette in atto un vero «cambio culturale»: una battaglia da condurre «insieme, uomini e donne».

6 ottobre 2022