Il Moige mette a fuoco “I divieti trasgrediti dai nostri figli”

Guardano immagini porno e bevono abitualmente alcolici, fumano e giocano d’azzardo. Sono i minori italiani, ai quali è dedicata l’indagine realizzata con la Sapienza. Munizzi: «Noi genitori non possiamo essere lasciati soli in questa sfida educativa»

Ragazzi «con troppe cattive abitudini». Sono i minori italiani così come li ritrae l’indagine promossa da Movimento genitori (Moige) e Sapienza presentata ieri pomeriggio, martedì 9 dicembre, al Senato. “I divieti trasgrediti dai nostri figli”: questo il titolo dell’indagine, secondo la quale un minore su due guarda immagini porno; sempre uno su due afferma di bere alcolici «abitualmente». Ancora, oltre la metà fuma fino a cinque sigarette al giorno; quattro su dieci utilizzano videogiochi “non adatti ai minori”; negli ultimi 12 mesi uno su quattro ha giocato d’azzardo.

La ricerca, curata da Anna Maria Giannini, docente della facoltà di Psicologia dell‘ateneo romano, analizza i principali comportamenti «a rischio» tra i minori, a fronte dei quali gli adulti si rivelano «complici e permissivi». A cominciare dal consumo di bevande alcoliche, «largamente diffuso tra i giovani», si legge nel testo. Due su tre i ragazzi che dichiarano di aver bevuto almeno una volta; percentuale che sale fino all’86,5% tra i ragazzi delle superiori, tra i quali uno su due afferma di vere «abitualmente», o comunque «in diverse occasioni». «Disarmante», il commento della ricercatrice, il comportamento degli adulti: in 65,6 casi su cento il venditore non ha verificato la maggiore età dell’acquirente. Non se la cavano meglio i genitori, se è vero che il 39,1% di loro non ha posto «alcun veto sul consumo di bevande alcoliche» a figli che frequentano le scuole superiori.

Secondo la ricerca, il 40% degli under 18 dichiara di aver provato almeno una sigaretta, il 17,3% degli studenti di scuola superiore di averne fumate almeno un pacchetto al giorno, mentre il 53,2% di studenti di scuola media dichiara di fumarne quotidianamente fino a 5. Uno su due all’insaputa dei propri genitori. Ancora, la visione di immagini o video porno, che nei ragazzi tra gli 11 e i 13 anni si attesta al 32%, è quasi raddoppiata presso gli studenti di scuola superiore (58,8%). Prevalentemente maschi, la fruizione avviene da soli o con amici della stessa età, soprattutto attraverso tablet e telefonino. Negli ultimi 12 mesi, tra gli studenti di scuola superiore 1 su 4 ha giocato d’azzardo almeno una volta, mentre tra i più giovani la percentuale scende al 10,3%.

Per Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Moige, quello che emerge è un quadro che richiede certamente un «grande impegno educativo» da parte dei genitori, ma anche «maggiore responsabilità» da parte di istituzioni, fornitori e società civile. Nei settori dove esiste una legge «è necessaria la collaborazione di venditori e provider». Superata, per Munizzi, la stagione del «vietato vietare»: i dati evidenziano come «nelle famiglie fondate su regole chiare e decisi “no”, i figli siano meno portati a comportamenti a rischio. Noi genitori abbiamo bisogno del contributo di tutti e non possiamo essere lasciati soli in questa importante sfida educativa».

10 dicembre 2014