Il Palazzo Lateranense, casa per l’arte e la cultura

Destinati a tale scopo gli edifici annessi alla basilica: la lettera del Papa al cardinale vicario. Pedretti: sarà visitabile anche la parte privata delle stanze papali

Rendere l’arte e la bellezza fruibili. Questo l’impegno che Papa Francesco chiede alla Chiesa di Roma con una lettera – diffusa lo scorso 16 marzo – indirizzata al suo vicario per la diocesi, il cardinale Angelo De Donatis, nella quale il pontefice destina gli edifici annessi alla basilica papale di San Giovanni in Laterano, «sede della mia Cattedra episcopale», a nuove funzioni culturali e museali. In particolare, Francesco affida «il compito di realizzare, nel complesso di quello che è stato per secoli noto come Patriarchio lateranense, attività museali e culturali nelle diverse forme e contenuti, dando l’assetto che sarà necessario, facendo “sicuro assegnamento sulle nobili tradizioni artistiche che vanta la Chiesa cattolica”», con un richiamo diretto al Trattato lateranense, firmato nel 1929 – così come il Concordato – proprio nella grande Aula situata al primo piano del Palazzo, che da allora prese il nome di Aula della Conciliazione.

Sarà proprio il primo dei tre piani dello storico stabile, quello detto “nobile” – costituito da 9 sale oltre a quella già ricordata, insieme alla cappella, allo scalone monumentale e alla loggia – «a essere destinato alle attività museali e culturali di cui parla il pontefice nella sua lettera, che porta la data del 20 febbraio 2021», spiega monsignor Pierangelo Pedretti, preposto del Palazzo e prelato segretario generale del Vicariato. Soprattutto, «per la prima volta sarà possibile visitare anche la parte privata dell’appartamento papale del Palazzo Lateranense – annuncia -. Fino al 2011, quando le visite al pubblico sono state sospese, erano infatti accessibili solo le stanze dell’area pubblica». Prossimamente, invece, «sarà davvero un dono poter attraversare le porticine che si aprono sulle pareti splendidamente affrescate, avendo accesso così alla cappella privata dei Papi e a quattro ambienti contigui – illustra ancora Pedretti -. Tra questi, la camera da letto e lo studiolo dove in passato i pontefici trascorrevano un tempo di riposo dopo avere celebrato la prima Messa alla Cattedra, una volta eletti, come da tradizione».

Sarà un modo «per poter cogliere da vicino la storia di Pietro in quanto vescovo di Roma –  sottolinea -, ammirando affreschi e arredi di pregio che esprimono anche il valore teologico e l’importanza del complesso di San Giovanni in Laterano». Da ultimo, monsignor Pedretti fa sapere che «ci impegneremo per realizzare quanto prima il desiderio del Santo Padre, anche se non si possono fare previsioni certe sui tempi perché prima di riaprire gli ambienti al pubblico sono necessari dei lavori e poi anche a motivo del perdurare della pandemia».

22 marzo 2021