Il Papa a San Marcello al Corso, «grande testimonianza di fede»

Il rettore padre Enrico Maria Casini racconta la visita a sorpresa di Francesco e la sua preghiera «personale, molto semplice» davanti al Crocifisso miracoloso

La visita a sorpresa di Papa Francesco nella chiesa di San Marcello al Corso è stata accolta dalla comunità dei Servi di Maria – a cui la rettoria è affidata dal 1369 – come «una grande testimonianza di fede». Ieri pomeriggio, 15 marzo, Bergoglio ha raggiunto la chiesa a piedi, compiendo un piccolo pellegrinaggio in via del Corso, «altro gesto ammirevole» commenta il rettore padre Enrico Maria Casini. «Il Papa – racconta il frate – ha sostato qualche minuto davanti al Crocifisso miracoloso. È rimasto solo, in piedi e in rispettoso silenzio. È stato un momento di preghiera personale molto semplice. Noi nutriamo grande amore e devozione per quel Crocifisso ed è stato emozionante vedere ai suoi piedi il vescovo di Roma».

Il Crocifisso miracoloso della chiesa di San Marcello è un’opera lignea del XIV secolo ed è «una tra le effige più care ai romani», aggiunge il rettore. Per questo motivo «sapere che il Papa ha invocato la sua protezione è un segno forte per la città e per il mondo intero». Il Crocifisso rimase miracolosamente illeso nel violento incendio che distrusse la chiesa nella notte tra il 22 e il 23 maggio 1519. Tre anni dopo, nell’agosto del 1522, Roma fu colpita dalla peste e l’effige fu portata in processione a spalla per i diversi rioni della città fino alla basilica di San Pietro. Il rito fu ripetuto per 16 giorni consecutivi, dal 4 al 20 agosto, al termine dei quali l’epidemia cessò. Ancora oggi, durante gli Anni Santi, il crocifisso viene portato processionalmente alla basilica vaticana ed esposto alla venerazione dei fedeli.

Al suo arrivo Papa Francesco è stato accolto da padre Enrico, dal priore generale padre Gottfried M. Wolff e da altri otto frati. «Ci ha salutati con un sorriso – spiega il rettore -. La sua è stata una presenza paterna e anche di speranza». La piccola comunità era stata avvisata nella tarda mattinata della visita di Bergoglio e per tutti è stato «un momento di immensa gioia e commozione». In queste settimane molto particolari il frate invita a «non perdere la speranza» e a ricordare sempre che «il Signore ci ama e ci invita a credere in Lui». L’impossibilità dei fedeli di partecipare alla Messa e di accedere ai sacramenti «non deve costituire un impedimento per avere il cuore unito a Dio e tra tutti noi» ha concluso.

16 marzo 2020