Il Papa ai comici: «Fate sorridere anche Dio»

L’udienza gli artisti del mondo dell’umorismo. «In mezzo a tante notizie cupe, avete il potere di diffondere serenità e sorriso – l’omaggio -. A vostro modo unite la gente»

«A vostro modo voi unite la gente, perché il riso è contagioso». Sono parole di omaggio quelle che Francesco ha rivolto questa mattina, 14 giugno, agli artisti del mondo dell’umorismo, provenienti da diversi Paesi, ricevuti in udienza in Sala Clementina. «In mezzo a tante notizie cupe, immersi come siamo in tante emergenze sociali e anche personali, voi avete il potere di diffondere la serenità e il sorriso», ha detto ai circa 200 comici, chiamati a raccolta dal dicastero per la Cultura e l’educazione e da quello per la Comunicazione.

«Siete tra i pochi ad avere la capacità di parlare a persone molto differenti tra loro, di generazioni e provenienze culturali diverse», ha proseguito il Papa, riconoscendo che «è più facile ridere insieme che da soli: la gioia apre alla condivisione ed è il miglior antidoto all’egoismo e all’individualismo. Guardo con stima a voi artisti che vi esprimete con il linguaggio della comicità, dell’umorismo, dell’ironia – ha confidato -. Quanta saggezza c’è lì!  Tra tutti i professionisti che lavorano in televisione, nel cinema, in teatro, nella carta stampata, con le canzoni, sui social, voi siete tra i più amati, cercati, applauditi. Sicuramente perché siete bravi; ma c’è anche un altro motivo: voi avete e coltivate il dono di far ridere».

Bergoglio ne è convinto: «Ridere aiuta anche a rompere le barriere sociali, a creare connessioni tra le persone. Ci permette di esprimere emozioni e pensieri, contribuendo a costruire una cultura condivisa e a creare spazi di libertà. Voi – ha detto agli artisti riuniti in Sala Clementina – ci ricordate che l’homo sapiens è anche homo ludens; che il divertimento giocoso e il riso sono centrali nella vita umana, per esprimersi, per imparare, per dare significato alle situazioni». E ancora: «Il vostro talento è un dono prezioso. Insieme al sorriso diffonde pace, nei cuori, tra le persone, aiutandoci a superare le difficoltà e a sopportare lo stress quotidiano. Ci aiuta a trovare sollievo nell’ironia e a prendere la vita con umorismo».

Nelle parole del Papa, spazio anche a una confidenza. «A me – ha rivelato – piace pregare ogni giorno – è da più di 40 anni che lo faccio – con le parole di san Tommaso Moro: “Dammi, Signore, il senso dell’umorismo”. Conoscete quella preghiera voi?  – ha chiesto, parlando a braccio. Voi dovete conoscerla. È nella  Gaudete et Exsultate, la  nota 101. Questa è una grazia che chiedo tutti i giorni, perché mi fa prendere le cose con lo spirito giusto».

Secondo la Bibbia, ha proseguito Francesco, Dio è stato «il primo spettatore della storia». Nel Libro dei Proverbi si dice che la Sapienza «giocava davanti a lui». Ricordatevi, ha aggiunto, che «quando riuscite a far sgorgare sorrisi intelligenti dalle labbra anche di un solo spettatore – non è un’eresia -, fate sorridere anche Dio». Non solo: «Voi riuscite pure in un altro miracolo: riuscite a far sorridere anche trattando problemi, fatti piccoli e grandi della storia – sono ancora le parole del pontefice -. Denunciate gli eccessi del potere; date voce a situazioni dimenticate; evidenziate abusi; segnalate comportamenti inadeguati… Ma senza spargere allarme o terrore, ansia o paura, come fa molta comunicazione; voi svegliate il senso critico facendo ridere e sorridere. Lo fate raccontando storie di vita, narrando la realtà, secondo il vostro punto di vista originale; e in questo modo parlate alla gente di problemi piccoli e grandi».

14 giugno 2024