Il Papa ai nuovi sacerdoti: «Perdonate, non condannate»

Francesco ha ordinato 19 nuovi sacerdoti in occasione della 52ma Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni: «Non rifiutare il battesimo. Siate sempre misericordiosi»

Francesco ha ordinato 19 nuovi sacerdoti in occasione della 52ma Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni: «Non rifiutare il battesimo. Siate sempre misericordiosi»

«Dispensate a tutti la parola di Dio, leggetela e meditatela assiduamente e insegnate ciò che avete appreso nella fede, vivendo ciò che avete insegnato». Papa Francesco, in occasione della 52ma Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, si è rivolto direttamente ai 19 nuovi sacerdoti ordinati domenica 26 aprile nella basilica di San Pietro. Nella sua omelia una serie di raccomandazioni, come quelle che qualsiasi vescovo potrebbe dare ai “suoi” sacerdoti, in qualsiasi diocesi del mondo. Consigli e suggerimenti che rimandano a quell’“odore di pecore” che il Papa cita spesso: «sarete predicatori del Vangelo e pastori del popolo di Dio».

Dei 19 ordinati, 13 preti si sono formati nei Seminari diocesani romani: il Pontificio Seminario Romano Maggiore, il Collegio Redemptoris Mater, il Seminario della Madonna del Divino Amore. I restanti 6, tutti stranieri, appartengono alla congregazione della Famiglia dei Discepoli, all’Ordine Francescano dei Frati Minori Conventuali e uno è di rito siro-malabarese, della diocesi indiana di Thamarassery.

A concelebrare, con il Pontefice, il cardinale vicario Agostino Vallini, il vicegerente monsignor Filippo Iannone, i vescovi ausiliari e i parroci degli ordinandi. I 13 sacerdoti formatisi nei Seminari romani resteranno tutti nella diocesi di Roma. Agli ordinandi, Francesco ha spiegato che, «esercitando il ministero della sacra dottrina», saranno «partecipi della missione» di Gesù, «unico maestro, dispensando a tutti quella Parola di Dio», ricevuta «con gioia», leggendo e meditando «la Parola del Signore».

«Che le vostre omelie non siano noiose; che le vostre omelie arrivino proprio al cuore della gente perché escono dal vostro cuore, perché quello che voi dite a loro è quello che voi avete nel cuore. Così si dà la Parola di Dio e così la vostra dottrina sarà gioia e sostegno ai fedeli di Cristo; il profumo della vostra vita sarà la testimonianza, perché l’esempio edifica, ma le parole senza esempio sono parole vuote, sono idee e non arrivano mai al cuore e addirittura fanno male: non fanno bene».

Poi, rivolto all’Assemblea, Francesco ha indicatoi nuovi sacerdoti che continueranno, ha detto, «l’opera santificatrice» del Signore; anche attraverso la Messa che «non è un rituale artificiale», ha sottolineato il Papa. L’invito è stato a «non farlo di fretta», a imitare quello che si celebra «partecipando al mistero della morte e risurrezione del Signore», portando «la morte di Cristo nelle membra» e camminando «con Lui in novità di vita». E ancora: «Non rifiutare mai il Battesimo a chi lo chieda»; l’invito a essere misericordiosi soprattutto nel sacramento della Penitenza «con il quale rimetterete i peccati nel nome di Cristo e della Chiesa». E proprio in nome di Cristo, il Papa ha chiesto espressamente ai nuovi sacerdoti «di non stancarvi di essere misericordiosi. Nel confessionale voi sarete per perdonare, non per condannare. Imitate il Padre che mai si stanca di perdonare».

Quindi, «con l’olio santo» i nuovi sacerdoti daranno sollievo agli infermi e, celebrando «i sacri riti e innalzando nelle varie ore del giorno la preghiera di lode e di supplica», si faranno «voce del Popolo di Dio e dell’umanità intera». L’esortazione del Papa è stata a esercitare «in letizia e in carità sincera» l’opera di Cristo, «unicamente intenti a piacere a Dio» e non a se stessi: «È brutto un sacerdote che vive per piacere a se stesso, che fa il pavone». «Abbiate sempre davanti agli occhi – ha concluso il Papa – l’esempio del Buon Pastore, che non è venuto per essere servito, ma per servire; non per rimanere nelle sue comodità, ma per uscire e cercare e salvare ciò che era perduto».

 

27 aprile 2015