Il Papa battezza 32 neonati nella Cappella Sistina

La celebrazione nella festa del Battesimo di Gesù. «Il nostro è il Dio delle sorprese. Il Figlio viene a colmare la distanza tra lui e l’uomo, attraverso la via dell’umiltà» . Per questo «non è un buon discepolo quello che si pavoneggia»

«Battezzare un figlio è un atto di giustizia, per lui. E perché? Perché noi nel battesimo gli diamo un tesoro, noi nel battesimo gli diamo un pegno: lo Spirito Santo». Lo ha detto Papa Francesco nella breve omelia pronunciata a braccio nel corso della Messa celebrata ieri, 12 gennaio, nella Cappella Sistina, durante la quale ha impartito il sacramento del battesimo a 32 neonati: 17 maschietti e 15 femminucce. Un rito consueto per il pontefice nel giorno in cui la Chiesa festeggia il Battesimo di Gesù con cui si conclude il tempo di Natale.

Poche parole per spiegare il significato del primo sacramento della vita cristiana. Ma soprattutto il Santo Padre ha voluto sottolineare l’importanza di ricevere il battesimo da piccoli: «Il bambino – ha detto – esce (dal battesimo) con la forza dello Spirito dentro: lo Spirito che lo difenderà, lo aiuterà, durante tutta la vita. Per questo è così importante battezzarli da bambini, perché crescano con la forza dello Spirito Santo. Questo è il messaggio che io vorrei darvi oggi. Voi portate i vostri figli oggi perché abbiano dentro lo Spirito Santo. E abbiate cura che crescano con la luce, con la forza dello Spirito Santo, mediante la catechesi, l’aiuto, l’insegnamento, gli esempi che voi darete a casa».

(foto: Vatican Media)

Il Papa non ha voluto aggiungere molto altro, se non l’avviso, ormai consueto, di sentirsi liberi di allattare i piccoli e di non preoccuparsi di eventuali pianti: «E incomincerà uno – ancora il concerto non è cominciato! – ma incomincerà uno, poi quell’altro… Non spaventarsi, lasciate piangere e gridare i bambini», ha rassicurato Francesco ripetendo un cosa che aveva già detto lo scorso anno: «Loro hanno una dimensione “corale”: è sufficiente che uno dia il “la” e incominciano tutti, e si farà il concerto. Non spaventarsi. È una bella predica quando piange un bambino in chiesa». Il Papa ha fatto riferimento anche al caldo della Cappella, “affollata” da 58 genitori (tra i battezzati c’erano alcuni gemelli), 60 tra padrini e madrine e 240 familiari.

Il Santo Padre ha ricordato la celebrazione anche all’Angelus per poi aggiungere che «Dio è il Dio delle sorprese». E «il Figlio di Dio è venuto proprio per colmare la distanza fra l’uomo e Dio. Se Gesù è tutto dalla parte di Dio, è anche tutto dalla parte dell’uomo, e riunisce ciò che era diviso. Il Messia chiede di essere battezzato perché si compia ogni giustizia, si realizzi cioè il disegno del Padre che passa attraverso la via dell’obbedienza filiale e della solidarietà con l’uomo fragile e peccatore. È la via dell’umiltà e della piena vicinanza di Dio ai suoi figli». Poi, commentando la prima lettura della Messa, tratta dal profeta Isaia, ha spiegato che l’atteggiamento del Servo di Dio è quello «della mitezza – è questo che ci insegna Gesù con la sua umiltà, la mitezza – della semplicità, del rispetto, della moderazione e del nascondimento, richiesto anche oggi ai discepoli del Signore». Ancora, il Papa ha messo in guardia dalla superbia: «È triste dirlo: quanti discepoli del Signore si pavoneggiano di essere discepoli del Signore. Non è un buon discepolo quello che si pavoneggia. Il buon discepolo è quello umile, mite, che fa il bene senza farsi vedere. Nell’azione missionaria, la comunità cristiana è chiamata ad andare incontro agli altri sempre proponendo e non imponendo, dando testimonianza, condividendo la vita concreta della gente».

(foto: Vatican Media)

Nella festa del Battesimo di Gesù, ha concluso il Papa, «riscopriamo il nostro battesimo. Come Gesù è il Figlio amato del Padre, anche noi rinati dall’acqua e dallo Spirito Santo sappiamo di essere figli amati, oggetto del compiacimento di Dio, fratelli di tanti altri fratelli, investiti di una grande missione per testimoniare e annunziare a tutti gli uomini l’amore sconfinato del Padre».  E ha invitato tutti ancora una volta a conoscere e ricordare la data del proprio battesimo.

13 gennaio 2020