«Alfie faremo qualsiasi cosa per te. Tu non stai morendo e perciò non permetteremo che ti tolgano la vita. Santità, salvi il nostro figlio». Tom Evans commenta con queste parole, sul suo profilo social, le immagini dell’incontro con Papa Francesco avvenuto questa mattina, 18 aprile, prima dell’udienza generale in piazza San Pietro. Il papà del piccolo Alfie, 23 mesi, ricoverato all’Adler Hey Children’s di Liverpool con una malattia neurodegenerativa alla quale  sopravvive grazie a un ventilatore artificiale che i suoi medici vorrebbero staccare, scrive di «non aver dormito, non aver mangiato e non essersi messo la cravatta né preparato» ma di essere «saltato ieri sera su un aereo per venire a Roma e incontrare il Papa».

Dopo l’incontro privato, Thomas Evans partecipato all’udienza, al termine della quale Francesco è tornato sulla situazione di Alfie e di Vincent Lambert, ribadendo che «nostro dovere è fare di tutto per custodire la vita». Un altro appello, dopo quello lanciato domenica scorsa al termine del Regina Coeli, che non concede spazio a esitazioni. «Vorrei ribadire e fortemente confermare – le parole del Papa – che l’unico padrone della vita dall’inizio alla fine naturale è Dio, e che il nostro dovere è fare del tutto per custodire la vita. Pensiamo in silenzio e preghiamo perché sia rispettata la vita di tutte le persone, specialmente di questi due fratelli nostri», l’invito rivolto ai 17mila che affollavano la piazza.

Al termine dell’udienza, il giovane papà ha incontrato in piazza San Pietro un gruppo di giornalisti. «Il Papa ci ha chiesto: portatelo qui!», ha riferito loro. Quindi ha raccontato qualcosa del loro colloquio privato. «Ho detto al Papa – le parole di Tom – che nessuno nel mondo, nessun dottore, nessun ospedale ha il potere di prendere la vita di mio figlio: soltanto Dio può farlo, e il Papa si è dichiarato d’accordo con me. Noi vogliamo venire qui, vogliamo che Alfie sia trasportato in Italia dove tutti gli vogliono bene», proseguito, confermando che il piccolo Alfie «non sta per morire, è molto stabile, è pronto per volare in Vaticano dove la gente, i dottori e l’ospedale lo vogliono».

Il riferimento è all’ospedale Bambino Gesù, che, come già avvenuto nel caso di Charlie Gard, ha inviato una sua équipe a settembre in Inghilterra per visitare il piccolo, dichiarando la sua disponibilità ad ospitarlo nelle sue strutture per accompagnarlo in questa fase della sua vita. «Il Papa ci ha suggerito di cominciare a chiedere l’asilo, e lui stesso si è preso questo impegno, ha cominciato ad agire in questo senso – ha dichiarato Thomas -. Alfie è un figlio di Dio, e come tutti i figli di Dio, se deve morire, morirà nei tempi che Dio ha previsto per lui». Quindi ha aggiunto: «Voglio ringraziare ancora una volta Papa Francesco perché ci ha aperto le porte».

18 aprile 2018