Il Papa: «L’incontro con il migrante è anche incontro con Cristo»

Presentato il messaggio per la 110ª Giornata mondiale, il 29 settembre, sul tema “Dio cammina con il suo popolo”. Il cardinale Czerny: no a «respingere e reprimere»

“Dio cammina con il suo popolo”. Questo il tema del messaggio del Papa per la 110ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che sarà celebrata il 29 settembre, presentato questa mattina, 3 giugno. «I migranti spesso fuggono da situazioni di oppressione e sopruso, di insicurezza e discriminazione, di mancanza di prospettive di sviluppo», denuncia Francesco. E «come gli ebrei nel deserto, trovano molti ostacoli nel loro cammino. Ma la realtà fondamentale dell’esodo, di ogni esodo, è che Dio precede e accompagna il cammino del suo popolo e di tutti i suoi figli di ogni tempo e luogo. La presenza di Dio in mezzo al popolo è una certezza della storia della salvezza», assicura il pontefice.

Molti migranti «fanno esperienza del Dio compagno di viaggio, guida e ancora di salvezza – osserva -. A lui si affidano prima di partire e a lui ricorrono nelle situazioni di bisogno. In lui cercano consolazione nei momenti di sconforto. Grazie a lui, ci sono buoni samaritani lungo la via. A lui, nella preghiera, confidano le loro speranze. Quante Bibbie, Vangeli, libri di preghiere e rosari accompagnano i migranti nei loro viaggi attraverso i deserti, i fiumi e i mari e i confini di ogni continente!», esclama Francesco, aggiungendo che «è possibile vedere nei migranti del nostro tempo, come in quelli di ogni epoca, un’immagine viva del popolo di Dio in cammino verso la patria eterna».

E «Dio non solo cammina con il suo popolo, ma anche nel suo popolo, nel senso che si identifica con gli uomini e le donne in cammino attraverso la storia – in particolare con gli ultimi, i poveri, gli emarginati -, come prolungando il mistero dell’Incarnazione», sono ancora le parole del pontefice. Per questo, «l’incontro con il migrante, come con ogni fratello e sorella che è nel bisogno, è anche incontro con Cristo. Ce l’ha detto lui stesso. È lui che bussa alla nostra porta affamato, assetato, forestiero, nudo, malato, carcerato, chiedendo di essere incontrato e assistito. In questo senso – sono ancora le parole di Bergoglio -, i poveri ci salvano, perché ci permettono di incontrare il volto del Signore».

La parte finale del messaggio è una preghiera «per tutti coloro che hanno dovuto abbandonare la loro terra in cerca di condizioni di vita degne: Dio, Padre onnipotente – scrive il Papa -, noi siamo la tua Chiesa pellegrina in cammino verso il Regno dei Cieli. Abitiamo ognuno nella sua patria, ma come fossimo stranieri. Ogni regione straniera è la nostra patria, eppure ogni patria per noi è terra straniera. Viviamo sulla terra, ma abbiamo la nostra cittadinanza in cielo. Non permettere che diventiamo padroni di quella porzione del mondo che ci hai donato come dimora temporanea. Aiutaci a non smettere mai di camminare, assieme ai nostri fratelli e sorelle migranti, verso la dimora eterna che tu ci hai preparato. Apri i nostri occhi e il nostro cuore affinché ogni incontro con chi è nel bisogno, diventi un incontro con Gesù, tuo Figlio e nostro Signore».

A presentare il documento, in Sala stampa vaticana, il cardinale Michael Czerny, prefetto del dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale. «La Chiesa è ora in cammino sinodale, una sorta di migrazione – ha ricordato -. Oggi, piuttosto che respingere e reprimere chi è in cammino, dovremmo porre attenzione ai fattori di spinta e di richiamo che sono alla base della migrazione forzata – l’appello -. Anche noi, se vivessimo simili pressioni, fuggiremmo. Allora, cerchiamo di vedere i migranti come fratelli e sorelle, siano essi costretti a fuggire o bloccati al confine, o entrambi i casi. I loro viaggi di disperazione e speranza potrebbero essere i nostri».

Nelle parole del cardinale, «abbiamo una sola casa comune insieme, questo pianeta unico; quindi, ognuno di noi condivide inevitabilmente le strade dei migranti e dei rifugiati del nostro tempo. Accogliere i molti viandanti sulla terra è il modo in cui procediamo insieme in pellegrinaggio verso la Patria celeste».

3 giugno 2024