Il Papa: «Non cessiamo di pregare per la pace»

Al termine dell’Angelus, appello per Ucraina, Terra Santa, Sudan, Myanmar e «dovunque si soffre per la guerra». Il ricordo della Repubblica democratica del Congo

«Non cessiamo di pregare per la pace in Ucraina, in Terra Santa, in Sudan, Myanmar e dovunque si soffre per la guerra». Al termine dell’Angelus di ieri, 16 giugno, Francesco ha lanciato un nuovo appello per la pace, citando anche le «notizie dolorose di scontri e massacri compiuti nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo».

Il Papa si è rivolto anche alle autorità nazionali e alla comunità nazionale «affinché si faccia il possibile per la cessazione delle violenze e per la salvaguardia della vita dei civili. Tra le vittime – ha ricordato -, molti sono cristiani uccisi in odium fidei. Sono martiri. Il loro sacrificio è un seme che germoglia e porta frutto, e ci insegna a testimoniare il Vangelo con coraggio e coerenza».

Bergoglio ha chiesto infine un applauso per Michele Rapacz, sacerdote e martire, beatificato a Cracovia, «pastore secondo il cuore di Cristo, fedele e generoso testimone del Vangelo che ha sperimentato sia la persecuzione nazista sia quella sovietica, e ha risposto con il dono della vita».

17 giugno 2024