Il Papa: «Reagire con senso civico dinanzi ai problemi della società»

Durante l’Angelus nel giorno di San Pietro e Paolo, Francesco rilancia l’invito già rivolto durante il Corpus Domini. In basilica aveva celebrato la Messa solenne e benedetto i Palli

Nel giorno in cui la Chiesa ha celebrato Pietro e Paolo, santi patroni di Roma, Papa Francesco ha esortato i cittadini dell’Urbe a «reagire con senso civico dinanzi ai problemi della società». Sabato 29 giugno, durante la recita dell’Angelus, Bergoglio è tornato a parlare della situazione in cui versa la città «affamata di amore e di cura, che soffre di degrado e abbandono», come aveva denunciato da Casal Bertone in occasione della Messa per il Corpus Domini. Affacciato alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico vaticano, il Pontefice ha quindi colto l’occasione per ringraziare «vivamente» i maestri infioratori che su iniziativa della Pro Loco di Roma hanno realizzato la tradizionale infiorata in via della Conciliazione e piazza Pio XII per la festa dei santi Pietro e Paolo.

In mattinata Francesco aveva celebrato la Messa solenne nella basilica vaticana e benedetto i Palli presi dalla Confessione dell’apostolo Pietro e destinati ai 31 arcivescovi metropoliti di tutto il mondo nominati durante l’anno. Tre gli italiani, tra i quali monsignor Paolo Lojudice, già vescovo ausiliare del settore sud di Roma, nominato arcivescovo di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino. Il Pallio verrà poi imposto a ciascun arcivescovo dal rappresentante pontificio nella rispettiva sede. Alla liturgia ha partecipato anche una delegazione del patriarcato ecumenico di Costantinopoli, inviata da Sua Beatitudine Bartolomeo e guidata dall’arcivescovo di Telmessos Job; una presenza, ha rimarcato Francesco, che «ci ricorda che non possiamo risparmiarci nemmeno nel cammino verso l’unità piena tra i credenti, nella comunione a tutti i livelli».

Durante l’omelia Bergoglio si è soffermato sulla vita di Pietro e Paolo, testimoni «di vita, di perdono e di Gesù», il quale non vuole avere come discepoli «reporter dello spirito, tanto meno cristiani da copertina o da statistiche». Alla sua sequela non desidera «cristiani tiepidi, che vivono di mezze misure, che lasciano raffreddare l’amore» bensì «testimoni viventi» con cui instaurare un rapporto quotidiano. Cristiani che seguano l’esempio di Pietro e Paolo, i quali «non si sono mai stancati di annunciare, di vivere in missione, in cammino, dalla terra di Gesù fino a Roma». Due uomini dalle vite non totalmente «pulite e lineari», che commisero «sbagli enormi», ma la scelta è ricaduta su di loro, ha spiegato Bergoglio, perché «il punto di partenza della vita cristiana non è l’essere degni» ma sapere di essere bisognosi.

In una gremita basilica vaticana, alla presenza di fedeli provenienti dai cinque continenti per festeggiare i nuovi arcivescovi metropoliti, il Papa è tornato a puntare il dito contro l’orgoglio, «l’inizio della fine», e ha evidenziato che il Signore «non compie prodigi con chi si crede giusto. Non è attratto dalla bravura. Egli ci ama così come siamo e cerca gente che non basta a se stessa ma è disposta ad aprirgli il cuore». Pietro e Paolo dopo aver cambiato le proprie vite rimasero umili fino alla fine, comprendendo che «la santità non sta nell’innalzarsi ma nell’abbassarsi». I patroni di Roma testimoniarono una fiducia totale in Cristo che stona con il semplice «essere curiosi».

Il Papa ha spiegato che essere testimoni non significa limitarsi a conoscere la storia di Gesù ma vivere una storia d’amore con Lui e ha ribadito che al Signore non interessa chi si limita a leggere cose di Chiesa o notizie religiose, chi apprende le notizie sfogliando i giornali o navigando in rete, chi parla di cose sacre, perché «così si resta al che cosa dice la gente, ai sondaggi, al passato, alle statistiche. Egli cerca testimoni che ogni giorno Gli dicano: “Signore, tu sei la mia vita”». Al termine della celebrazione poi Francesco e l’arcivescovo ortodosso Job hanno sostato in preghiera davanti alla tomba di San Pietro, sotto l’altare della Confessione, e prima di uscire dalla basilica hanno baciato il piede della statua del primo Papa.

1° luglio 2019