Il Papa vicino alle vittime del terremoto in Afghanistan

Il sisma alle 22.54 del 21 giugno. «Con l’aiuto di tutti, si allevino le sofferenze della gente». Il ricordo dei 2 gesuiti uccisi in Messico e del «popolo martoriato» dell’Ucraina

Al termine dell’udienza generale di questa mattina, 22 giugno, Papa Francesco ha ricordato il terremoto che alle 22.54 di ieri, 21 giugno, ha colpito il sudest dell’Afghanistan, al confine con il Pakistan. Un sisma di magnitudo 5,9 che, ha riferito il viceministro per la Gestione dei disastri Sharafuddin Muslim, ha causato almeno 920 morti; i feriti, ha aggiunto, sono almeno 600. Ricordando le vittime e i danni ingenti, il pontefice ha espresso la sua «vicinanza ai feriti e a chi è stato colpito dal sisma. Prego in particolare per quanti hanno perso la vita e per i loro familiari – ha detto -. Auspico che con l’aiuto di tutti, si possano alleviare le sofferenze della cara popolazione afghana».

Nelle parole di Francesco anche «il dolore e sgomento per l’uccisione in Messico, l’altro ieri, di due religiosi gesuiti, fratelli miei, e di un laico. Quante uccisioni in Messico! Sono vicino con l’affetto e la preghiera alla comunità cattolica colpita da questa tragedia – ha aggiunto -. Ancora una volta, ripeto che la violenza non risolve i problemi ma accresce le inutili sofferenze». Da ultimo, il ricordo della guerra in Ucraina:  «I bambini che erano con me nella papamobile erano bambini ucraini: non dimentichiamo l’Ucraina – l’esortazione -. Non perdiamo la memoria della sofferenza di quel popolo martoriato».

22 giugno 2022