Il rabbino Toaff, appassionato dell’uomo, «maestro di vita e dialogo»

Il cordoglio della Cei e l’omaggio di Roma Capitale, che gli dedica una strada, oltre che il prossimo 25 aprile, 70° della Liberazione

Il cordoglio della Conferenza episcopale italiana e l’omaggio di Roma Capitale, che gli dedica una strada, oltre che il prossimo 25 aprile, 70° della Liberazione

Anche la Conferenza episcopale italiana si è unita al lutto della Comunità ebraica romana e di tutte le Comunità ebraiche d’Italia per la perdita del rabbino Elio Toaff. Lo ha fatto attraverso un telegramma inviato a nome del cardinale presidente Angelo Bagnasco e del segretario generale monsignor Nunzio Galantino. «Lo spessore di Toaff – afferma don Cristiano Bettega, direttore dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei, tracciandone un ricordo – è tutt’altro che comune: la straordinarietà della sua storia di vita, la profondità della sua cultura, la cordialità del suo sorriso contagioso, la robustezza della sua fede non possono lasciare indifferente il cuore di chi lo ha conosciuto, anche solo attraverso i mezzi di comunicazione».

La memoria corre, inevitabilmente, a quell’abbraccio tra Toaff e Giovanni Paolo II, il 13 aprile del 1986 al Tempio Maggiore della Capitale. Per don Bettega, è stato «soltanto uno dei gesti che hanno reso grande quest’uomo: appassionato della sua nazione al punto da figurare tra i protagonisti della Resistenza, appassionato della sua fede e della sua Comunità, che ha guidato come rabbino capo per tutta la seconda metà del secolo scorso, appassionato dell’uomo, che non ha esitato ad incontrare anche al di là della sua appartenenza religiosa, Rav Toaff ha dettato a tutti noi una grande lezione di vita, di fede, di dialogo». Quindi, l’augurio: «Possa il suo ricordo rimanere scolpito nei cuori di tutti noi, così come il suo nome resta scritto tra coloro che hanno reso più bello il nostro Paese e il mondo intero, e come la sua memoria dimora nella benedizione dell’Eterno».

Del passato di Toaff nella Resistenza ha fatto memoria anche l’assessore capitolino Paolo Masini, che ha la delega alla Memoria e al Dialogo interreligioso. «Come amministrazione e come cittadini di Roma – ha riferito – riteniamo doveroso dedicare questo 25 aprile, oltre che a Massimo Rendina, come già deciso, anche ad Elio Toaff, un’altra meravigliosa figura della nostra storia, grande italiano e a grande partigiano». Entrato nella Resistenza in Versilia, fu testimone e denunciò le atrocità nazifasciste di quegli anni. «Vide con i suoi occhi – ha raccontato Masini – la strage di Sant’Anna di Stazzema e per tutta la vita raccontò e denunciò l’orrore di quel massacro in cui persero la vita per mano dei nazifascisti 560 persone». La città di Roma «deve tanto a Toaff», come dimostra la cittadinanza onoraria conferitagli nel 201. Dedicargli il settantesimo anniversario della Liberazione, ha spiegato Masini, «ci permette di rendere omaggio a una figura di elevato spessore culturale che ci ha lasciato una grande eredità».

L’omaggio della Capitale al rabbino Toaff però va ben oltre il 25 aprile. «Elio Toaff – ha dichiarato il sindaco Ignazio Marino – è stato uno degli uomini migliori, un protagonista assoluto, pur da una posizione così apparentemente defilata, della vita della nostra città dalla metà del secolo scorso. Per questo sono felice di accogliere la proposta del presidente della Repubblica Sergio Mattarella di dedicare a lui una strada a Roma, la città in cui ha vissuto per più di 60 anni e che ha molto amato». Le procedure necessarie, ha assicurato, sono in mano agli uffici competenti.

21 aprile 2015