“Il Re Leone”, scenario poetico e doppiatori famosi

Il film, affidato a Jon Favreau, nelle sale italiane dal 21 agosto. A dare la voce a Simba Marco Mengoni mentre Elisa sarà Nala. Spettacolo di straordinaria bellezza

Sono passati venticinque anni da quando la Disney fece uscire Il Re Leone. Era il 1994 e l’anno dopo il film vinse due Oscar, quello per la migliore canzone originale ( Can you feel the love tonight, “L’amore è nell’aria stasera”) e quello per la migliore colonna sonora. Appena tre anni dopo, nel 1997, dal cartone animato nasce uno spettacolo teatrale che va in scena a Broadway con grande successo, vince sei Tony Awards e a oggi, dopo 22 ani, ha toccato le novemila repliche. Ora The Lion King (come suona il titolo originale) si appresta a tornare nelle sale. Non un ritorno della vecchia copia, però, ma una versione nuova di zecca, una proposta inedita che seguiva la strada già battuta dalla Disney per altri titoli di grido quali Maleficent, Cenerentola, Il libro della giungla. Quest’ultimo in particolare era stato diretto da Jon Favreau, incaricato ora di occuparsi anche del nuovo Re Leone.

La lavorazione, cominciata a metà 2017, si è conclusa nel novembre 2018, e l’uscita del film nei cinema statunitensi è prevista il 19 luglio 2019, proprio in coincidenza con il venticinquesimo anniversario dell’uscita del film originale nel 1994. In Italia invece il film uscirà nelle sale cinematografiche il prossimo 21 agosto. Parlarne oggi vuol dire anche creare le premesse per una simpatica e stimolante attesa, mentre la nostra memoria di spettatori va al ricordo di quella prima uscita di 25 anni fa. La trama, del resto, recupera con molta semplicità i fatti precedenti. Simba, figlio di Mufasa e principe delle Terre del Branco, ancora piccolo spera di seguire le orme del padre. Il fratello minore di Mufasa, Scart, complotta però per tradire proprio Mufasa e conquistare le Terre del Branco. Cresciuto, Simba è costretto all’esilio e qui incontra e fa amicizia con il suricato Timon e il facocero Pumbaa. Ora Simba deve ricostruire la propria vita, facendosi vedere preparato a sorprese e incontri imprevisti.

Se la trama può ricordare lo sviluppo di quella precedente, non c’è dubbio che le tecniche cinematografiche utilizzate stavolta sono del tutto innovative e all’avanguardia. Il film poggia infatti su una evoluzione delle tecnologie dello storytelling che unisce le tecniche del cinema live action a immagini fotorealistiche generate al computer. Il procedimento è così preciso e perfetto da proporre risultati difficili da cogliere a occhio nudo. In tanti momenti la vicenda acquista una carica visionaria veramente notevole. Le emozioni portano alla ribalta fatti e personaggi con effetti che si vedono sulle espressioni, sulla faccia, traspaiono dagli occhi in una unione empatica che trasmette paura e felicità, tensione e fremito. I momenti drammatici tengono avvinti e chiedono una partecipazione simile a quella che (ancora oggi) si prova per la morte della madre di Bambi nell’incendio.

Alla fine l’operazione di immedesimazione degli animali nella vita umana è tale che ne risente la possibilità di trasmettere una vera commozione. Siamo portati a pensare di aver travalicato il mondo dei sogni. Forse il vero pericolo è che la troppa tecnologia abbia prevalso sulla favola. Il film comunque si avvale di un eccellente cast di doppiatori con il cantante pop italiano Marco Mengoni che presta la voce a Simba e la cantante Elisa che offre il proprio timbro vocale a Nala. Lo spettacolo resta alla fine di straordinaria bellezza, pensato per il coinvolgimento di tutta la famiglia.

22 luglio 2019