Il sindaco Marino: «Mai usato denaro pubblico a scopo privato»

Il primo cittadino dimissionario ha incontrato i giornalisti per chiarire la questione degli scontrini. «Voglio fare una verifica sulla maggioranza politica»

Il primo cittadino dimissionario ha incontrato i giornalisti per chiarire la questione degli scontrini incriminati. «Voglio fare una verifica sulla maggioranza politica»

«Ho 20 giorni di tempo per fare una verifica politica sulla maggioranza in Consiglio comunale». Lo ha detto il sindaco dimissionario della Capitale Ignazio Marino incontrando questa mattina, martedì 20 ottobre, i giornalisti in Campidoglio. Una conferenza stampa indetta «per un motivo preciso – ha spiegato -: parlare a romane e romani, italiane e italiani. Ho firmato la lettera di dimissioni in seguito ad esposti di M5s e Fdi, con estremo rispetto dell’autorità giudiziaria. Ringrazio la procura per avermi ascoltato, sono entrato a Palazzo di giustizia come persona informata dei fatti, e così sono uscito».

Sul tavolo, la questione degli scontrini “sospetti” sollevata dagli esposti, con le relative voci di spesa contestate come “private”, finite sulla nota spese del Comune. Esposti che Marino definisce «vergognosi, in malafede o ignoranti. Risorse pubbliche per la tintoria – ha spiegato – non si riferiscono ai miei abiti ma a quelli storici dei trombettieri di Vitorchiano, o al tappeto rosso che viene steso per fuori dalla Maserati per non far sporcare i piedi all’imperatore del Giappone. Non ho mai utilizzato denaro pubblico a scopo privato», ha rivendicato con orgoglio. «Casomai il contrario. I due giorni a New York, dal 1° settembre, erano un viaggio istituzionale e decisi di pagare i 700-800 euro di albergo con soldi miei».

Secca invece la risposta alle richieste di chiarimento sulle cene contestate, in Toscana e a Torino, le prime, a detta dei ristoratori, con la famiglia e l’ultima alla quale lui dichiara di aver invitato don Damiano Modena, che invece ha smetito. «Di questo non parlo – ha detto ai giornalisti -: ho già risposto ai magistrati». E il fascicolo della procura, ha chiarito l’avvocato del sindaco Marino Enzo Musco, «dà notizie non costituenti reato. Ci siamo difesi su tutti i fronti – ha continuando -, descrivendo il funzionamento della burocrazia romana». Il sindaco, a detta del legale, ha dato spiegazioni «più che convincenti e ha riabilitato la sua immagine di sindaco».

20 ottobre 2016